mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Una nuova primavera per Trieste, Monsignor Trevisi ufficialmente nuovo Vescovo!

Luca Marsi·
Mons. Crepaldi ha detto di aver pregato affinché ci fosse il sole: Dio ha accolto la preghiera del Vescovo Emerito. Il sole ha dato il benvenuto al neo Vescovo di Trieste. La giornata è iniziata alle ore 14:45 al Tempio Nazionale di Montegrisa dove giunge Mons. Trevisi accompagnato alla guida da Don Alomoto Paredes (già Segretario del Vescovo Crepaldi), presente anche la scorta d’onore della Polizia Locale; Trevisi scende dall’auto, saluta la folla e benedice la città dall’alto - il Santuario Mariano gode di una vista privilegiata: quella del Carso Triestino, teatro di sanguinose guerre. Ad accoglierlo in Chiesa trova le famiglie della sua nuova diocesi, giunte in centinaia. L’emozione è sul volto di molti, il passo di Trevisi è deciso e sicuro, il suo sorriso scalda i cuori. Il nuovo Vescovo si inginocchia davanti alla statua “gemella” della Madonna di Fatima, (una copia è presente nella Chiesa di Cristo Re a Cremona dove Trevisi è stato parroco). Il primo atto del Vescovo Tergestino è quello di invocare la Vergine, affinché protegga queste terre martoriate dalla ferocia causata dall’odio dell’uomo. Trevisi si alza, si dirige verso l’altare maggiore, accompagnato dai Frati (padroni di casa del Santuario). Il pensiero è rivolto ai bambini, che lo stesso Trevisi vuole nelle prime file; il Vescovo stringe una promessa con i bambini, i loro genitori e i loro nonni per rendere la Diocesi una grande famiglia. Conclude dicendo: “La Chiesa deve essere una famiglia di famiglie”. 
 
Alle ore 15:20 lascia Montegrisa per dirigersi verso il colle di San Giusto. Arrivo previsto alle ore 15:45 ma il nuovo Vescovo è puntuale ed arriva alle ore 15:40 ad accoglierlo nel piazzale della Cattedrale le autorità civili e militari con tanto di picchetto d’onore. All’interno della Basilica trova l’abbraccio del Capitolo della Cattedrale. Il clero si dirige verso il santissimo per poi recarsi all’interno di San Giovanni Battistero (cappella della Cattedrale adibita a sacrestia). La liturgia ha inizio alle ore 15:59 Trevisi da ancora prova di puntualità. La Cappella Civica intona il nuovo “Ecce Sacerdos Magnus” composto per l’occasione dal Maestro Roberto Brisotto. La celebrazione è guidata da Mons. Carnelos (già parroco della Cattedrale e Cerimoniere Vescovile), nulla sfugge all’occhio attento ed esperto del sacerdote.
 
Crepaldi fa per l’ultima volta gli onori di casa, accogliendo Enrico Trevisi come figlio della nostra Diocesi. Il momento più solenne è portato avanti dal Cancelliere Vescovile - Don Luigi Tonon, il quale da lettura della bolla pontificia che proclama Trevisi Vescovo della Chiesa Tergestina. Il Vescovo prende possesso della sua Cattedra dirigendosi verso la Presidenza dove seguono i saluti del Preposito del Capitolo della Cattedrale – Mons. Muggia. Il 4 ottobre 2009 fu Mons. Cosulich ad accogliere il Vescovo Crepaldi con un lungo discorso ricco di emozione e significato, che ancora oggi echeggia tra le colonne della Basilica. Segue il saluto del Patriarca di Venezia e Presidente della Conferenza Episcopale del Triveneto Mons. Moraglia e i saluti del Sindaco Dipiazza: “Buon cammino Mons. Enrico Trevisi. Le saremo vicini e condivideremo con lei le gioie e i dolori, cercando di essere giusti e misericordiosi, come ci insegna quel padre nostro che ci dà il pane quotidiano e che oggi ringraziamo in modo particolare, anche per averci donato lei, nuova guida della nostra chiesa e della Diocesi di Trieste.”
 
La Santa Messa ha inizio, la voce del neo Vescovo non tradisce il suo passo deciso e sicuro. Nell’omelia invoca l’intercessione dei Santi Patroni della città e ricorda le ferite dell’Alto Adriatico affidando a Dio le vittime della Risiera di San Sabba e delle Foibe di Basovizza e tutte le vittime che ci portano a gridare: Mai più! Mai più! Non dimentica i lavoratori della Wärtsilä e delle altre aziende in difficoltà. Trevisi esorta la Chiesa Tergestina ad essere missionaria: “Non c’è annuncio senza movimento, senza cammino. Non si annuncia il Vangelo da fermi, chiusi in un ufficio alla scrivania o al computer facendo polemiche come “leoni da tastiera” e surrogando la creatività dell’annuncio con il copia-e-incolla di idee prese qua e là. Il Vangelo si annuncia muovendosi, camminando, andando.” 
 
La Santa Messa prosegue senza intoppi. Nelle conclusioni il Vescovo ringrazia tutti coloro che hanno lavorato per questa celebrazione e anche tutti coloro che l’hanno aiutato in questi giorni di trasloco. Infine, i ringraziamenti alle autorità civili, militari, sindacali e imprenditoriali. Un pensiero ai più fragili: i poveri, i malati, i disabili, i peccatori… e oggi aggiorneremo aggiungendo: i disoccupati, i profughi, i falliti, i discriminati - conclude il presule.
 
Al termine della Celebrazione fuori dalla Chiesa non si risparmia il bagno di folla. Molti i fedeli giunti da Cremona per salutare il loro Don Enrico; al quale, vanno i nostri più sinceri auguri per un ministero episcopale all’insegna della comunione e della fraternità: siamo pronti a camminare insieme!

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