Trieste Trasporti rafforza i controlli: “23mila sanzioni, il sistema non tollera scorciatoie” (VIDEO)
Nel suo intervento durante la diretta di Trieste Cafe, Maurizio Marzi ha affrontato con decisione anche il tema dell’evasione tariffaria, spiegando che il rafforzamento dei controlli non nasce soltanto da esigenze di bilancio, ma da una scelta di giustizia nei confronti dei cittadini che il biglietto o l’abbonamento lo pagano regolarmente. È un punto su cui il presidente ha insistito con particolare forza, chiarendo che per Trieste Trasporti il problema non può più essere letto come una semplice infrazione individuale, ma come una forma di squilibrio che pesa sull’intera comunità degli utenti corretti.
Un fenomeno più esteso di quanto si pensasse
Marzi ha spiegato che il tasso di evasione, soprattutto in passato, era più elevato di quanto molti immaginassero. Ha anche fatto notare come questo dato potesse apparire quasi in contrasto con l’immagine di Trieste come città rigorosa e ordinata, ma proprio per questo la scelta dell’azienda è stata quella di non ignorare il problema e di prendere in carico la questione in maniera sistematica. Il senso del ragionamento è chiaro: non bastano la tradizione civica o la reputazione di un territorio per garantire automaticamente il rispetto delle regole, e quando emerge una zona grigia diffusa serve un cambio di passo.
Il punto di vista di chi paga davvero
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento riguarda il rispetto per chi sostiene il costo del servizio. Marzi ha ricordato che molte famiglie affrontano impegni economici reali per acquistare abbonamenti per i figli, per gli studenti e per altri componenti del nucleo familiare. Anche in presenza di agevolazioni regionali, ha sottolineato, si tratta comunque di una spesa concreta. In questa prospettiva, lasciare che una parte degli utenti salga sui mezzi confidando nel fatto che nessuno controllerà non è, per l’azienda, un problema secondario ma una mancanza di rispetto verso chi si comporta correttamente.
I numeri delle sanzioni e il segnale ai cittadini
Per fotografare il lavoro svolto, Marzi ha citato un dato preciso e molto forte: oltre 23mila sanzioni nell’ultimo anno. È un numero che da solo racconta la dimensione dell’attività di controllo e rende evidente che il sistema di verifiche è già attivo in modo consistente. Allo stesso tempo, il presidente ha osservato come su questo terreno emerga puntualmente una doppia lamentela: da una parte chi sostiene che i controlli siano pochi, dall’altra chi ritiene che siano troppi o troppo rigidi. La posizione dell’azienda, però, resta quella di proseguire lungo questa linea.
Niente più alibi nell’era del pagamento digitale
Marzi ha sottolineato anche un altro punto: oggi acquistare il biglietto è diventato molto più semplice. Non serve necessariamente avere in tasca il titolo cartaceo, perché il sistema consente di utilizzare bancomat, cellulare con NFC e strumenti contactless. In questo quadro, ha fatto capire il presidente, le giustificazioni si riducono drasticamente. Il messaggio ai cittadini è quello di viaggiare tranquilli, ma farlo in regola, perché le possibilità tecniche per pagare ci sono e i controlli continueranno.
Una linea di fermezza che punta a cambiare abitudini
Dal ragionamento di Marzi emerge l’idea di un cambiamento culturale che richiede tempo. L’azienda, secondo quanto spiegato, auspica un progressivo calo dell’evasione in rapporto ai controlli effettuati, ma sa che per arrivarci bisogna consolidare nella percezione collettiva un fatto molto semplice: i controlli ci sono, continueranno e verranno ulteriormente rafforzati. Solo così il sistema potrà disincentivare davvero l’abitudine di chi sale sui mezzi confidando nella casualità o nella distrazione.
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