Trieste, Max De Palma: «Discoteche sparite, oggi eventi funzionano soprattutto in bar e locali» (VIDEO)

La discoteca tradizionale perde terreno mentre crescono eventi nei bar, aperitivi musicali e formule più flessibili. È questa la fotografia della nightlife tracciata dall’organizzatore di eventi Max De Palma durante la diretta “Feste, eventi e divertimento: estate a 1000!”, condotta da Luca Marsi insieme a Ricky Ottolino e Stefano Rebek.
De Palma ha affrontato senza giri di parole due nodi fondamentali: il cambiamento delle abitudini del pubblico e l’aumento dei costi necessari per produrre eventi.
«Gli eventi vanno più nei bar e nei locali»
Alla domanda sulla crisi del modello tradizionale della discoteca, De Palma ha risposto in modo immediato.
«Adesso gli eventi vanno più nei bar e nei locali, così le discoteche un poco di meno», ha affermato.
Secondo l’organizzatore il comportamento del pubblico è cambiato e «la gente non ha tanta voglia di ballare» nella forma classica che per anni ha caratterizzato il mondo delle discoteche.
Una frase semplice, ma che fotografa un cambiamento più ampio emerso più volte nel corso della trasmissione: il pubblico tende sempre più a scegliere aperitivi musicali, eventi itineranti e locali nei quali si possa alternare musica, conversazione e socialità.
Orari della musica, De Palma porta l’esempio del cinema
De Palma è intervenuto anche nel confronto sugli orari, contestando l’idea secondo cui prolungare la musica nelle ore serali significhi necessariamente impedire il riposo.
Ha fatto un paragone con il cinema: se una proiezione può iniziare alle 22 e terminare intorno alla mezzanotte, ha osservato, significa che esiste già una parte della popolazione abituata a svolgere attività di svago fino a quell’ora.
L’organizzatore ha ricordato persino le abitudini della propria nonna, arrivata a 99 anni e spesso sveglia oltre mezzanotte per seguire la televisione, per sottolineare provocatoriamente quanto le abitudini serali siano molto più articolate di quanto venga talvolta rappresentato nel dibattito sulla movida.
Il nodo economico: «Ci sono troppe spese»
È però sul costo degli eventi che De Palma ha espresso la preoccupazione più forte.
Alla domanda se oggi produrre una festa importante rischi di non essere più economicamente conveniente, la risposta è stata immediata:
«Ci sono troppe spese, secondo me, troppe spese per il rischio che tu puoi fare anche un buco nell’acqua».
Un rischio che pesa direttamente su chi investe e organizza.
Alla successiva domanda su chi possa essere ancora disposto a rischiare in queste condizioni, De Palma ha sintetizzato drasticamente: «Le discoteche sono sparite».
Pioggia e maltempo possono cambiare completamente una serata
Il fattore meteorologico rappresenta inoltre una delle variabili più imprevedibili per chi organizza.
De Palma ha sottolineato come il problema non riguardi soltanto gli eventi estivi all’aperto.
«Se piove, guarda che anche d’inverno, se piove la gente non viene», ha ricordato, richiamando la propria esperienza negli anni di maggiore attività dei locali.
Anche il primo freddo, il primo caldo fuori stagione o condizioni meteorologiche particolari possono incidere pesantemente sull’affluenza.
Un elemento apparentemente banale per chi partecipa agli eventi, ma decisivo per chi ha già sostenuto costi organizzativi, tecnici e di personale prima ancora di conoscere il numero effettivo di presenze.
Gli appuntamenti di settembre
Durante la trasmissione si è parlato anche delle prossime iniziative.
Per sabato è stato ricordato un appuntamento al Ferroviario con musica house e tre DJ, evento che De Palma ha definito senza mezzi termini «un feston».
Lo stesso organizzatore ha inoltre anticipato ulteriori serate nel corso di settembre, rimandando alle settimane successive per raccontare più nel dettaglio i nuovi appuntamenti.
Una nightlife che cambia pelle
Il quadro emerso dalle parole di De Palma è quello di un settore che non sta necessariamente scomparendo, ma che sta cambiando profondamente forma.
La discoteca classica, centrale per decenni nella cultura della notte, deve confrontarsi oggi con una galassia di appuntamenti più piccoli, diffusi e trasversali. Aperitivi musicali, feste nei locali, format itineranti ed eventi speciali sembrano intercettare maggiormente le nuove abitudini.
Ma dietro questa trasformazione rimane il grande tema della sostenibilità economica.
Perché organizzare significa investire prima ancora di sapere quale sarà la risposta del pubblico e, come ha sintetizzato De Palma, il rischio resta quello di affrontare «troppe spese» per poi ritrovarsi davanti a un autentico «buco nell’acqua».
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