Trieste, Marzi (Trieste Trasporti): «Il turismo non si ferma il primo settembre» (VIDEO)

Il turismo triestino non può più essere considerato un fenomeno confinato ai mesi centrali dell’estate. A sottolinearlo è stato il presidente di Trieste Trasporti Maurizio Marzi durante l’intervista al Pedocin condotta da Elisabetta Batic, parlando della nuova campagna informativa destinata ai visitatori stranieri.
Una frase, in particolare, fotografa la trasformazione della città: «Trieste è una città in cui il turismo non si ferma il primo settembre».
Una comunicazione che deve proseguire anche in inverno
L’osservazione è arrivata parlando delle difficoltà che alcuni visitatori incontrano nell’utilizzo dei titoli di viaggio.
Trieste Trasporti e Federalberghi stanno preparando un’iniziativa per spiegare in maniera più efficace ai turisti come acquistare e convalidare correttamente i biglietti.
Ma Marzi ha chiarito che la campagna non viene pensata soltanto in funzione dei mesi estivi.
«C’è anche tutto l’aspetto invernale», ha spiegato.
La città continua a ricevere ospiti
Il ragionamento del presidente parte quindi dalla constatazione che il flusso dei visitatori prosegue anche dopo agosto.
Questo rende necessario mantenere attivi strumenti di informazione accessibili agli stranieri anche in autunno e durante la stagione invernale.
L’obiettivo dichiarato è quello di spiegare «le modalità in tutte le lingue possibili e immaginabili».
Trasporto pubblico parte dell’esperienza turistica
Per un visitatore il trasporto pubblico rappresenta uno dei primi strumenti con cui entrare in contatto con una città.
Autobus, collegamenti marittimi e linee urbane diventano parte integrante dell’esperienza di soggiorno, soprattutto per chi non dispone di un mezzo privato.
È per questo che la chiarezza delle regole sui biglietti assume anche un valore turistico.
Evitare che una multa rovini il soggiorno
Marzi aveva poco prima ricordato che una famiglia numerosa sorpresa senza titoli regolarmente convalidati può ricevere sanzioni molto elevate.
«Pagare quattro o cinque volte 70 euro ti rovini la vacanza», aveva osservato.
La risposta dell’azienda non sarà però una riduzione dei controlli, bensì una maggiore informazione preventiva.
Trieste sempre meno stagionale
La frase pronunciata da Marzi rappresenta così anche una lettura della trasformazione turistica della città.
Se il turismo non finisce più con agosto, anche servizi pubblici e strumenti di comunicazione devono adeguarsi.
Una città visitata dodici mesi all’anno ha infatti bisogno di un sistema di accoglienza e mobilità capace di accompagnare gli ospiti ben oltre la tradizionale stagione estiva.
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