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Cronaca

Trieste, Fuori dal Coro accende i riflettori: “Immigrati, città fuori controllo”

Luca Marsi·
Trieste, Fuori dal Coro accende i riflettori: “Immigrati, città fuori controllo”

Trieste al centro del dibattito nazionale. Domenica 21 settembre 2025, in prima serata su Rete4, la puntata di Fuori dal coro, condotta da Mario Giordano, ha trasmesso un lungo e acceso reportage dal titolo eloquente: “Immigrati: Trieste fuori controllo (e la scuola tra gli irregolari)”. Un servizio che ha subito fatto discutere, mostrando immagini definite dal programma come la parte più nascosta e brutale della città.

La stazione come punto di arrivo della rotta balcanica
Il servizio è iniziato da piazza della stazione centrale di Trieste, descritta come il punto finale della rotta balcanica. Qui, secondo quanto documentato, decine di migranti e richiedenti asilo vivono in condizioni precarie: materassi di fortuna, coperte stese a terra, escrementi e degrado. “C’è nessuno? C’è chi qui viene a dormire”, dice la voce del servizio nei primi secondi, mentre le telecamere mostrano le scene notturne.

Il clima di tensione e il racconto dei migranti
Durante le riprese non sono mancati momenti di tensione: un uomo ha minacciato la troupe dicendo “Vuoi che spacca adesso la tua telecamera?”, costringendo i giornalisti ad allontanarsi. Altri migranti hanno accettato di parlare: “È molto difficile. Siamo qui da un mese, non abbiamo un posto dove vivere”, racconta uno di loro in inglese, spiegando anche che per arrivare in Italia ha dovuto pagare, con l’aiuto del fratello. Un altro aggiunge: “Quando arriva la polizia ci buttano via le coperte e dobbiamo cercare un altro posto per dormire”.

Dai portici ai magazzini abbandonati: il volto nascosto della città
La telecamera si sposta quindi nei portici della stazione e nei magazzini abbandonati. Qui – racconta il servizio – vivono decine di persone senza documenti e senza lavoro, alcune delle quali, secondo l’inchiesta, finiscono coinvolte in attività criminali come lo spaccio. “Per prendere, per fumare. Quanto? Dieci”, si sente dire in un passaggio del video, a testimonianza del fenomeno.

Il caso della scuola Stuparich
La parte più discussa del reportage riguarda la scuola Stuparich, recentemente trasferita in un edificio a pochi metri dalle zone segnalate come dormitori di fortuna per migranti. Le immagini mostrano coperte, sacchi a pelo, bottiglie e lattine proprio accanto alle finestre e ai balconi dell’istituto. “Tre porte più in là è la presidenza – dice la voce narrante – e davanti ci sono persone sedute sui gradini dell’ingresso”.

La preoccupazione raccolta dalle interviste è evidente: “Secondo me è allucinante questa situazione. Io mi auguro che nessun bambino venga toccato, ma chi può garantircelo? Dimmi se manderesti tuo figlio di 10 o 12 anni in una scuola con sacchi a pelo e coperte a venti metri dalla porta”.

Un reportage destinato a far discutere
Con queste immagini, Fuori dal coro ha acceso i riflettori su un tema che a Trieste resta delicatissimo: la gestione dei flussi migratori e le ricadute sulla vita quotidiana dei cittadini. Le riprese hanno restituito una rappresentazione dura, carica di toni drammatici, destinata ad alimentare il dibattito politico e sociale nelle prossime settimane.

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