Trieste, basta caos: piazza Goldoni e largo Barriera diventano zone off-limits per criminali

L'obiettivo è rafforzare la sicurezza urbana e garantire la fruibilità degli spazi pubblici: così nascono le cosiddette “zone rosse” a Trieste, decise oggi dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto Pietro Signoriello. Questa scelta si colloca all’interno delle linee guida fornite dal Ministro dell’Interno nella Direttiva del 17 dicembre scorso, che esorta i Prefetti a mettere in atto misure eccezionali contro la microcriminalità.
Durante la riunione del Comitato, è stata esaminata la situazione nelle zone della città maggiormente colpite da episodi di criminalità, come risse e litigi in strada. Le aree più critiche identificate includono piazza Goldoni, Largo Barriera, piazza Garibaldi e piazza Perugino, già sottoposte a controlli intensificati grazie alla presenza delle Forze dell’Ordine, unità specializzate e personale dell’Esercito nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”.
Tuttavia, l'introduzione delle “zone rosse” è un passo in più per prevenire e contrastare comportamenti aggressivi, molesti o pericolosi, tramite ordinanze che possono essere adottate in modo immediato come previsto dall’art. 2 del T.U.L.P.S.
All’interno delle “zone rosse” sarà vietato sostare per le persone già segnalate per reati contro la persona, il patrimonio e per violazioni legate agli stupefacenti, così come per chiunque rappresenti un reale pericolo per la sicurezza pubblica. La violazione di queste disposizioni comporterà sanzioni penali e l’adozione di misure, come il DASPO urbano o l’avviso orale da parte del Questore.
La durata di questa misura sarà valida fino al 31 marzo 2025, con l’aggiunta di ulteriori controlli sul territorio. Già dal prossimo fine settimana, pattuglie delle Forze dell’Ordine saranno presenti nelle aree interessate.
Contemporaneamente, il Sindaco di Trieste valuterà l’introduzione di provvedimenti per limitare gli orari di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e per regolare le aperture di attività alimentari nelle zone più sensibili. Misure di questo tipo, già attuati in passato, hanno dimostrato un’efficacia reale nel ridurre episodi di degrado urbano.
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