Trieste, assalto al Koko Sushi nella notte: sfonda la porta, fugge con la cassa e aggredisce la polizia

La Polizia di Stato di Trieste ha arrestato in flagranza un giovane cittadino triestino, classe 2005, ritenuto responsabile, allo stato degli atti e nel rispetto della presunzione di innocenza, di furto aggravato, oltre che di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, danneggiamento e rifiuto di fornire le proprie generalità. L’episodio si è verificato nella notte del 4 gennaio, intorno alle 3.00, nel cuore della città.
Il tentato furto e la segnalazione dei cittadini
L’intervento è scattato dopo alcune segnalazioni che indicavano un soggetto come autore di un furto appena commesso all’interno dell’esercizio commerciale “Koko Sushi”, situato tra via del Mercato Vecchio e via dell’Orologio. Gli agenti della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono arrivati rapidamente sul posto e hanno individuato il sospetto, dando avvio a un breve inseguimento.
Resistenza, lancio della cassa e aggressione
Secondo quanto ricostruito, nel tentativo di sottrarsi al controllo, il giovane avrebbe opposto resistenza attiva agli operatori, arrivando a scagliare contro di loro un registratore di cassa e tentando di colpirli con calci e pugni. Durante le fasi dell’intervento avrebbe inoltre rivolto frasi offensive nei confronti degli agenti.
Le verifiche e le immagini di videosorveglianza
Dopo essere stato bloccato e accompagnato negli uffici della Questura per l’identificazione, l’uomo avrebbe rifiutato di fornire le proprie generalità. Le successive attività investigative, supportate dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di accertare che il soggetto si sarebbe introdotto nel locale dopo aver forzato e danneggiato la porta d’ingresso, asportando il registratore di cassa. Ulteriori verifiche hanno inoltre evidenziato che, circa quaranta minuti prima, avrebbe tentato di forzare la porta di un altro esercizio commerciale in Riva Nazario Sauro.
Arresto e restituzione della refurtiva
Al termine degli atti di rito e dei rilievi fotodattiloscopici, il giovane è stato tratto in arresto e collocato presso il proprio domicilio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il registratore di cassa è stato restituito ai legittimi proprietari, mentre le immagini acquisite sono state messe a disposizione per il prosieguo delle indagini. Il procedimento penale si trova nella fase preliminare e l’eventuale responsabilità sarà accertata con sentenza definitiva.
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