Trieste, Ariston gremito per la medicina solidale: “La salute è un diritto universale”

Sala dell’Ariston gremita ieri sera al Cinema Ariston per l’evento “La medicina che cura, accompagna, testimonia”, promosso da DonK HM Humanitarian Medicine in collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm, nell’ambito del Festival Salute.
Un appuntamento che ha aperto un momento di confronto intenso sul valore umano, etico e testimoniale della professione medica, con uno sguardo particolare alla medicina solidale e internazionale. In un contesto globale segnato da profonde disuguaglianze nell’accesso alle cure, l’incontro ha offerto spunti concreti sulle sfide e sulle responsabilità della medicina contemporanea.
Medicina solidale: non solo cure, ma relazioni e responsabilità
La medicina solidale e internazionale nasce dalla consapevolezza che la salute è un diritto universale e non un privilegio legato alla geografia o alla condizione sociale. Non significa soltanto portare assistenza in territori a risorse limitate, ma costruire relazioni durature, rafforzare i sistemi sanitari locali e investire nella formazione del personale sul territorio.
L’approccio contemporaneo alla cooperazione sanitaria si fonda sul partenariato: collaborazione con le istituzioni locali, rispetto delle culture, condivisione delle conoscenze e valorizzazione delle competenze presenti nelle comunità coinvolte. Una visione che supera la logica dell’intervento episodico per puntare a uno sviluppo sostenibile.
La dimensione solidale non è solo geografica, ma anche culturale e relazionale. È una medicina che accompagna e ascolta, che riconosce la dignità della persona malata nella sua interezza – fisica, psicologica e sociale – e che attraverso l’esperienza sul campo rende visibili le disuguaglianze globali, richiamando la responsabilità collettiva verso modelli di sviluppo più equi.
“Un ruolo centrale nella professione medica di oggi”
“In un’epoca segnata da crisi sanitarie globali, migrazioni forzate e cambiamenti climatici che incidono sulla salute delle popolazioni, la medicina solidale – dichiara Stefano Bardari, presidente DonK HM – riveste un ruolo ancora più centrale.”
Secondo Bardari, non si tratta di un ambito marginale, ma di una dimensione imprescindibile della professione medica contemporanea, chiamata a coniugare competenza tecnica e coscienza etica, cura del singolo e visione globale.
Ospite speciale della serata è stato Don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, realtà impegnata da oltre settant’anni nella tutela e promozione della salute in Africa subsahariana.
Una serata che ha unito testimonianza e riflessione, con Trieste protagonista di un dialogo che guarda oltre i confini, mettendo al centro la dignità della persona e il valore universale della cura.
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