Sterpin a Quarto Grado: «Dovevamo essere indagati in sei, tre anni fa»

Nella puntata di venerdì sera del programma Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi su Retequattro, si è tornato a parlare del caso di Liliana Resinovich. In collegamento da casa sua è intervenuto Claudio Sterpin, da sempre indicato come “amico speciale” di Liliana, con una serie di dichiarazioni che non mancheranno di far discutere.
Sterpin: «Indagini in ritardo di tre anni»
Claudio Sterpin ha espresso forte perplessità sull’attuale fase investigativa, definendo tardiva l’iscrizione di Sebastiano Visintin nel registro degli indagati. Secondo lui, le indagini vere e proprie avrebbero dovuto iniziare fin da subito, coinvolgendo non solo il marito, ma anche altri soggetti vicini a Liliana. Sterpin ha dichiarato che lui stesso avrebbe potuto essere indagato tre anni fa e ha criticato apertamente l’operato iniziale della Procura.
Una memoria per la Procura
Durante il collegamento, è stato confermato che Sterpin, con l’assistenza del suo legale, sta preparando una memoria da consegnare in Procura. Un’iniziativa che mira, nelle sue intenzioni, a chiarire la propria posizione e a ribadire quanto già raccontato più volte, anche pubblicamente.
Scetticismo sull’esito dell’inchiesta
Nonostante l’attuale prosecuzione delle indagini dopo l’opposizione all’archiviazione presentata dalle parti civili e dallo stesso Sebastiano Visintin, Sterpin si è detto scettico sulla possibilità di arrivare a una verità processuale. Secondo lui, è probabile che si giunga comunque a un’archiviazione, con la Procura che, a suo dire, potrebbe limitarsi a sollevare “due o tre dubbi” da sottoporre al giudice per le indagini preliminari.
Focus sulla personalità di Visintin
Nel corso del programma, è stato inoltre analizzato il ruolo dell’albergatrice che ha fornito un ritratto di Sebastiano Visintin come figura dal carattere acceso e potenzialmente aggressivo. Tuttavia, in studio si è evidenziato come tale testimonianza resti isolata e non supportata da altri elementi oggettivi.
Il dibattito continua
La trasmissione si è chiusa con un acceso confronto tra gli ospiti in studio sulla credibilità delle varie testimonianze e sull’effettiva possibilità di giungere a una svolta giudiziaria nel caso. Claudio Sterpin, da parte sua, ha ribadito la volontà di collaborare, pur restando disilluso rispetto ai tempi e ai modi con cui l’inchiesta sta proseguendo.
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