mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Serie di furti con lo stesso copione: arrivava in bici e scappava sempre nella stessa direzione

Luca Marsi·
Serie di furti con lo stesso copione: arrivava in bici e scappava sempre nella stessa direzione

Per circa un mese l’Isontino ha vissuto notti sempre più tese e un clima di crescente preoccupazione tra chi, ogni giorno, tiene aperta un’attività e prova a lavorare con serenità. Una serie di furti ripetuti, con un copione costante e una tempistica quasi “militare”, ha colpito esercizi commerciali e centri sportivi in diversi comuni della zona.

Ora arriva una svolta: il presunto responsabile è stato arrestato e denunciato, al termine di un’attività investigativa definita dagli inquirenti prolungata e mirata, culminata con una perquisizione domiciliare che ha portato al recupero di gran parte della refurtiva.

I colpi tra Gradisca, Romans e Sagrado: un mese di raid notturni

Gli episodi si sono verificati nell’arco di circa quattro settimane, sempre nelle ore notturne, con furti registrati nei comuni di Gradisca d’Isonzo, Romans d’Isonzo e Sagrado. Nel mirino, secondo quanto ricostruito, sono finiti negozi e strutture sportive.

Il ripetersi dei reati, oltre al danno economico, ha creato un disagio più ampio: la sensazione di vivere in un territorio osservato e colpito con continuità, notte dopo notte, alimentando insicurezza e malumore.

Il modus operandi: da solo, a mezzanotte, per contanti e bevande

Le indagini avrebbero permesso di delineare un quadro preciso del comportamento dell’uomo: il soggetto, secondo gli inquirenti, agiva sempre da solo e entrava in azione intorno alla mezzanotte.

Il bottino seguiva un obiettivo chiaro e ricorrente: denaro contante e bevande alcoliche. Un dettaglio non marginale, perché indica una ricerca di refurtiva facilmente trasportabile e rapidamente utilizzabile o rivendibile.

Ma l’elemento più distintivo, quello che ha permesso di stringere il cerchio, è stato un altro.

La bicicletta e la fuga “sempre nella stessa direzione”

Fin dalle prime fasi investigative, i carabinieri hanno individuato una costante: il presunto autore si spostava esclusivamente in bicicletta. Un mezzo silenzioso, poco appariscente, adatto a muoversi di notte evitando controlli o attenzioni.

Ancora più significativo, però, è il fatto che dopo i furti fuggiva sempre nella medesima direzione, un dettaglio che ha consentito di costruire ipotesi operative e concentrare l’attività di osservazione.

Appostamenti e controlli mirati: il Nucleo Operativo intensifica le indagini

La crescente preoccupazione manifestata dai commercianti e la ripetitività dei furti, che stavano compromettendo la serenità dell’intera area isontina, hanno spinto i militari del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Gradisca d’Isonzo a intensificare l’attività investigativa.

Appostamenti e osservazioni mirate avrebbero consentito di arrivare nei giorni scorsi alla fase conclusiva dell’indagine, con un quadro sempre più preciso attorno al sospettato.

Telecamere decisive: analisi frame per frame

A fare la differenza, secondo quanto ricostruito, è stata soprattutto la tecnologia unita alla pazienza investigativa. Determinante, infatti, sarebbe stato l’approfondito lavoro di analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza.

I carabinieri avrebbero esaminato i video frame per frame, riuscendo così a individuare tratti somatici distintivi e particolari dell’abbigliamento indossato nei vari colpi: elementi fondamentali per l’identificazione.

La perquisizione: ritrovata gran parte della refurtiva e sequestrati gli indumenti

Nel corso della perquisizione svolta presso l’abitazione dell’uomo, gli investigatori avrebbero rinvenuto gran parte della refurtiva, poi recuperata e restituita ai legittimi proprietari.

Non solo: sono stati anche sequestrati gli indumenti utilizzati durante i furti, riconducibili a quelli ripresi dalle telecamere di sicurezza dei diversi esercizi colpiti. Un passaggio considerato importante perché consolida il lavoro probatorio e lega gli elementi raccolti ai singoli episodi.

Denuncia all’Autorità giudiziaria: “furto aggravato continuato”

Il soggetto è stato quindi identificato e deferito all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di furto aggravato continuato, mentre l’attività svolta dagli inquirenti ha permesso di ricostruire un quadro definito “probatorio”, frutto di indagini prolungate e di una collaborazione ritenuta proficua con i commercianti derubati.

Un elemento che emerge con forza dalla ricostruzione è proprio questo: la rete tra chi subisce e chi indaga, tra segnalazioni, riscontri e immagini, è stata decisiva per arrivare alla svolta. 

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