Sequestro a Trieste: scoperto commercio abusivo di prodotti da fumo senza licenza

La Polizia Locale di Trieste (Nucleo di Polizia Commerciale, da qui in poi NPC) ha notato un insolito viavai di clienti all’interno di un esercizio commerciale in centro città: è partita così l’operazione che si è conclusa in questi giorni con il sequestro di numerosi prodotti da fumo non autorizzati.
Dall’iniziale monitoraggio del flusso di persone, gli operatori notavano molti avventori uscire dal locale con piccoli involucri che non venivano esposti al pubblico all’interno dell’esercizio, ma riposti in una vetrina fuori dalla vista ed aperta solo per alcuni clienti.
Dall’ispezione gli operatori trovavano e ponevano sotto sequestro i seguenti prodotti:
• 25 confezioni da 18 ml di prodotti liquidi da inalazione (da qui in poi PLI) con un elevato grado di nicotina;
• 10 confezioni da 1,5 ml di liquidi senza nicotina;
• 5 sigarette elettroniche di ultima generazione, pronte per essere immesse sul mercato senza le dovute garanzie;
• 23 Accessori per pipa.
I PLI erano venduti in totale violazione delle norme vigenti, poiché il titolare dell'esercizio era privo dell’autorizzazione rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
La vendita di succedanei del tabacco senza licenza, non solo rappresenta un’evasione fiscale, ma anche un potenziale rischio per la salute pubblica, data l'assenza di tracciabilità sui componenti chimici dei liquidi contenenti nicotina.
“Per commercializzare prodotti da fumo ma anche i prodotti liquidi da inalazione - riferisce l’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo - non basta una normale licenza commerciale. È obbligatorio un cosiddetto Patentino, rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che viene rilasciato solo in presenza di specifici requisiti”.
“Questo importante intervento della nostra Polizia Commerciale – ha continuato la de Gavardo - si inserisce in un più ampio piano di contrasto al commercio abusivo di prodotti soggetti a monopolio di Stato nonché alla tutela dei rivenditori autorizzati che operano nel rispetto delle normative nazionali”.
Oltre al sequestro immediato della merce, gli atti sono stati trasmessi all'autorità competente per le sanzioni del caso.
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