Riapre il Rifugio Premuda: nuovo corso per lo storico avamposto della Val Rosandra

Giovedì si inaugura una nuova stagione per il Rifugio Mario Premuda, storico presidio della Società Alpina delle Giulie APS – Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano, che lo realizzò nel 1940 all'ingresso della Val Rosandra, nei pressi del borgo di Bagnoli della Rosandra (Comune di San Dorligo della Valle).
Chiusa per oltre un anno e mezzo, la struttura è stata oggetto di un importante intervento di riqualificazione che ha riguardato il tetto, le facciate, buona parte dei serramenti e l’intero impianto tecnologico, inclusa la cucina, ora completamente rinnovata e a norma. Si tratta della seconda ristrutturazione dopo quella del 1989, un intervento che oggi restituisce al pubblico un rifugio moderno, efficiente ma fedele alla sua identità storica.
Nuova gestione e nuovo stile con Almost Blue
La gestione della struttura è stata affidata alla Almost Blue srls, società guidata da Franco Bulli, che in questa nuova avventura imprenditoriale ricoprirà anche il ruolo di rifugista. Alla Almost Blue si devono non solo l’arredamento degli interni, ma anche il rinnovo delle attrezzature di cucina, pensate per offrire un’accoglienza moderna e funzionale agli escursionisti.
Un rifugio simbolo della storia dell’alpinismo triestino
Intitolato allo speleologo e alpinista Mario Premuda, il rifugio può vantare un primato singolare: è il rifugio più basso d’Italia. Ma il suo valore non è solo altimetrico: rappresenta infatti uno dei luoghi simbolo dell’alpinismo triestino, essendo stato sede della prima Scuola Nazionale di Alpinismo, fondata nel 1929 da alcuni soci del GARS – Gruppo Alpinisti Rocciatori Sciatori.
Tra questi spiccava Emilio Comici, figura centrale dell’alpinismo italiano e socio della SAG, a cui la scuola venne intitolata dopo la sua tragica scomparsa. Il Rifugio Premuda, quindi, non è solo punto di ristoro e accoglienza, ma anche custode di una lunga tradizione legata alla montagna, alla tecnica e alla passione per le Alpi Giulie.
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