Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, nove persone su dieci insoddisfatte dalla chiusura delle filiali
Nove persone su dieci sono insoddisfatte dalla chiusura degli sportelli bancari nel proprio comune e ritengono utile parlare con un operatore bancario. Per otto su dieci non sarebbe lo stesso se lo sportello bancario chiudesse e fosse sostituito da un bancomat. Per sette su dieci la prossimità bancaria influisce sulla propensione all’investimento in prodotti finanziari, a conferma che la banca non è solo un luogo dove custodire i risparmi ma anche il motore dal quale si origina la produzione di ricchezza. Queste le maggiori evidenze emerse dalla ricerca svolta da Uilca durante la campagna itinerante Chiusura filiali? No, grazie, la prima indagine demoscopica volta a misurare il sentiment del fenomeno della desertificazione bancaria nel Paese. Il rapporto ha raccolto, sul territorio nazionale, 2.870 interviste. Per le regioni Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, che costituiscono l’area Nielsen 2, sono state ascoltate 911 persone. I dati, elaborati dall’istituto di ricerca Lab 21.01, sono stati presentati il 18 gennaio in occasione di un Convegno presso la sede del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (Cnel) a Roma. All’evento, il presidente del Cnel Renato Brunetta ha proposto l’apertura di un tavolo di confronto sul tema della desertificazione bancaria.
“Siamo molto soddisfatti per l’esito della campagna Chiusura filiali? No, grazie che, come Uilca, abbiamo portato avanti per tutto il 2023. L’iniziativa è stata pensata e attuata partendo dalla convinzione che la chiusura degli sportelli bancari costituisca un problema di cui è necessario tutti prendano coscienza per gli effetti negativi che produce sotto il profilo sociale, economico e di legalità”, così il segretario generale Uilca Fulvio Furlan sui risultati del Rapporto Annuale 2023 di Chiusura filiali? No, grazie. “Nel nostro giro per l’Italia abbiamo coinvolto cittadini, politica - locale e nazionale - istituzioni e associazioni, con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e stimolare un dibattito tra tutti i soggetti istituzionali interessati, a partire da quelli presenti al Convegno, per trovare soluzioni, nel rispetto dei vari interessi coinvolti, ponendo al centro le necessità delle persone, in particolare quelle più in difficoltà. Il settore del credito è centrale per favorire lo sviluppo del Paese, dell’economica nazionale e dei territori, e deve essere costante punto di riferimento con la professionalità che sempre dimostrano le lavoratrici e i lavoratori bancari e con un approccio coerente con i suoi compiti sociali, di tutela del risparmio e di ricerca del profitto in modo sostenibile.
È una battaglia che tutti insieme possiamo fare e come Uilca continueremo a presidiare il tema con grande attenzione, nell’ottica di favorire l’avvio di osservatori locali e nazionali per monitorare il fenomeno e individuare interventi condivisi per affrontare la questione. Un ringraziamento alla Uil, che ci ha sostenuto in tutto questo percorso, e a tutte le persone che abbiamo incontrato nelle piazze: ci hanno dimostrato che questo è un problema sentito da tutti e che richiede una soluzione condivisa”.
BANCA O POSTA?
Italia. La prima domanda rivolta agli intervistati si concentra sul “gestore” del denaro: 7 italiani su 10 scelgono solo la banca (69,2%). Il 17,9% sceglie sia la banca che la posta mentre l’8,7% solo le poste.
Area Nielsen 2. La prima domanda rivolta agli intervistati si concentra sul “gestore” del denaro: 8 su 10 scelgono solo la banca (81,2%). Il 14,2% sceglie sia la banca che la posta mentre il 3,4% solo le poste.
Friuli-Venezia Giulia. La prima domanda rivolta agli intervistati si concentra sul “gestore” del denaro: 8 su 10 scelgono solo la banca (80,1%). Il 13,4% sceglie sia la banca che la posta mentre il 4,9% solo le poste.
OGNI QUANTO SI VA IN BANCA?
Italia. La metà degli intervistati, il 52,4%, si reca generalmente nella propria filiale bancaria almeno una volta al mese, di cui il 22,4% “una volta a settimana” e il 30% “una volta al mese”. Il 21% si reca in banca “una volta ogni 6 mesi”,
il 13,8% “una volta l’anno” e il 9,8% dichiara di non recarvisi “mai”.
Area Nielsen 2. Il 47,8% si reca generalmente nella propria filiale bancaria almeno una volta al mese, di cui il 17,9% “una volta a settimana” e il 29,9%
“una volta al mese”. Il 21,3% si reca in banca “una volta ogni 6 mesi”, il 15,2%
“una volta l’anno” e il 12,7% dichiara di non recarvisi “mai”.
Friuli-Venezia Giulia. Il 42,1% degli intervistati si reca generalmente nella propria filiale bancaria almeno una volta al mese, di cui il 16,9% “una volta a settimana” e il 25,2% “una volta al mese”. Il 21,8% si reca in banca “una volta ogni 6 mesi”, il 15,7% “una volta l’anno” e il 16,9% dichiara di non recarvisi “mai”.
COSA SI FA IN BANCA?
Italia. Le operazioni che vengono effettuate più spesso in banca sono: “prelievo di contanti” al primo posto (43,5%) seguito dai “pagamenti” con il 31,8% e dagli “investimenti/finanziamenti” (26%).
Area Nielsen 2. Le operazioni che vengono effettuate più spesso in banca sono: “prelievo di contanti” al primo posto (47,7%) seguito dagli “investimenti/finanziamenti” (29,7%) e dai “pagamenti” con il 26,9%.
Friuli-Venezia Giulia. Le operazioni che vengono effettuate più spesso in banca sono: “prelievo di contanti” al primo posto (40,2%) seguito dai “pagamenti” con il 26,7% e dagli “investimenti/finanziamenti” (23,9%).
LA BANCA CHIUDE. MANCA?
Italia. Il 63,5% ha percepito la mancanza/riduzione della filiale bancaria, di questi il 35,7% “molto” e il 27,8% “abbastanza”.
Area Nielsen 2. Il 66,6% ha percepito la mancanza/riduzione della filiale bancaria, di questi il 40,7% “molto” e il 25,9% “abbastanza”.
Friuli-Venezia Giulia. Il 59,7% ha percepito la mancanza/riduzione della filiale bancaria, di questi il 31,6% “molto” e il 28,1% “abbastanza”.
SERVIZI BANCARI. QUANTO SERVONO?
Italia. Per 9 su 10, i servizi bancari in un comune sono “molto” o “abbastanza” utili (87,4%); di questi il 62,5% li ritiene “molto” utili, il 24,9% “abbastanza”.
Area Nielsen 2. Per 9 su 10, i servizi bancari in un comune sono “molto” o “abbastanza” utili (92,3%); di questi il 66,2% li ritiene “molto” utili, il 26,1% “abbastanza”.
Friuli-Venezia Giulia. Per 9 su 10, i servizi bancari in un comune sono “molto” o “abbastanza” utili (89,6%); di questi il 59,2% li ritiene “molto” utili, il 30,4% “abbastanza”.
QUANTO PIACE PARLARE AGLI ITALIANI?
Italia. Determinante il rapporto umano: parlare con un operatore bancario per avere informazioni sui servizi necessari è utile per l’86,3%, di cui 63,9% “molto” e 22,4% “abbastanza”.
Area Nielsen 2. Determinante il rapporto umano: parlare con un operatore bancario per avere informazioni sui servizi necessari è utile per il 90,5%, di cui 65,3% “molto” e 25,2% “abbastanza”.
Friuli-Venezia Giulia. Determinante il rapporto umano: parlare con un operatore bancario per avere informazioni sui servizi necessari è utile per l’88,1%, di cui 58,7% “molto” e 29,4% “abbastanza”.
LA BANCA È…
Italia. La banca rappresenta “un luogo utile per avere supporto e assistenza per quanto riguarda risparmi, investimenti e prestiti” per 7 persone su 10 (73,6%).
Area Nielsen 2. La banca rappresenta “un luogo utile per avere supporto e assistenza per quanto riguarda risparmi, investimenti e prestiti” per 8 persone su 10 (79,8%).
Friuli-Venezia Giulia. La banca rappresenta “un luogo utile per avere supporto e assistenza per quanto riguarda risparmi, investimenti e prestiti” per 8 persone su 10 (75,6%).
…E SENZA BANCA?
Italia. Il 48,8% degli intervistati da quando non ha più lo sportello bancario vicino deve “impiegare più tempo per raggiungere la banca”. Il 31,4% utilizza “servizi on line sostitutivi”, il 10,9% è “costretto ad aspettare la disponibilità di familiari e amici che lo possano accompagnare”.
Area Nielsen 2. Il 51% degli intervistati da quando non ha più lo sportello bancario vicino deve “impiegare più tempo per raggiungere la banca”. Il 39,7% utilizza “servizi on line sostitutivi”, l’8,9% è “costretto ad aspettare la disponibilità di familiari e amici che lo possano accompagnare”.
Friuli-Venezia Giulia. Il 46,7% utilizza “servizi on line sostitutivi”, il 44,9% degli intervistati da quando non ha più lo sportello bancario vicino deve “impiegare più tempo per raggiungere la banca” mentre il 4,7% è “costretto ad aspettare la disponibilità di familiari e amici che lo possano accompagnare”.
BANCOMAT PIGLIA TUTTO?
Italia. Per 8 su 10 se si installasse un bancomat al posto della filiale “non sarebbe lo stesso” (82,1%).
Area Nielsen 2. Per 8 su 10 se si installasse un bancomat al posto della filiale “non sarebbe lo stesso” (78,9%).
Friuli-Venezia Giulia. Per 8 intervistati su 10 se si installasse un bancomat al posto della filiale “non sarebbe lo stesso” (77,6%).
L’ON LINE È IL FUTURO?
Italia. Se chiudesse la propria filiale bancaria il 66,8% degli intervistati si recherebbe in un ufficio fisico. Nel dettaglio, il 48,5% “si recherebbe in un’altra filiale bancaria”, il 18,3% “in un ufficio postale” e il 25,4% “utilizzerebbe i servizi della banca on line”.
Area Nielsen 2. Se chiudesse la propria filiale bancaria il 60,3% degli intervistati si recherebbe in un ufficio fisico. Nel dettaglio, il 49,3% “si recherebbe in un’altra filiale bancaria”, l’11% “in un ufficio postale” e il 34,7% “utilizzerebbe i servizi della banca on line”.
Friuli-Venezia Giulia. Se chiudesse la propria filiale bancaria il 58,6% degli intervistati si recherebbe in un ufficio fisico. Nel dettaglio, il 47,9% “si recherebbe in un’altra filiale bancaria”, il 10,7% “in un ufficio postale” e il 40,3% “utilizzerebbe i servizi della banca on line”.
MANCA LA BANCA: COSA SUCCEDE IN UN COMUNE?
Italia. Il 13,8% delle persone dichiara di aver “preferito lasciare il proprio comune per l’assenza di filiali bancarie o altri servizi essenziali”. In generale, per il 61,9% degli intervistati “la mancanza di una banca (o di un servizio essenziale analogo) per la scelta di vivere o abbandonare il comune di residenza” influisce “molto” (25,6%) e “abbastanza” (36,3%).
Area Nielsen 2. Il 12,2% delle persone dichiara di aver “preferito lasciare il proprio comune per l’assenza di filiali bancarie o altri servizi essenziali”.
In generale, per il 57,9% degli intervistati “la mancanza di una banca (o di un servizio essenziale analogo) per la scelta di vivere o abbandonare il comune di residenza” influisce “molto” (21,4%) e “abbastanza” (36,5%).
Friuli-Venezia Giulia. L’11,8% delle persone dichiara di aver “preferito lasciare il proprio comune per l’assenza di filiali bancarie o altri servizi essenziali”.
In generale, per il 49,5% degli intervistati “la mancanza di una banca (o di un servizio essenziale analogo) per la scelta di vivere o abbandonare il comune di residenza” influisce “molto” (12,8%) e “abbastanza” (36,7%).
ALLO SVILUPPO DEL PAESE?
Italia. Secondo il 68,8% degli italiani la prossimità della filiale bancaria influisce sulla propensione all’investimento in prodotti finanziari. Di questi: “molto” per il 32,5% e “abbastanza” per il 36,3%.
Area Nielsen 2. Secondo il 68,7% la prossimità della filiale bancaria influisce sulla propensione all’investimento in prodotti finanziari. Di questi: “molto” per il 33,5% e “abbastanza” per il 35,2%.
Friuli-Venezia Giulia. Secondo il 64% degli intervistati la prossimità della filiale bancaria influisce sulla propensione all’investimento in prodotti finanziari.
Di questi: “molto” per il 30,1% e “abbastanza” per il 33,9%.
E ALLE PERSONE?
Italia. Complessivamente la riduzione/chiusura delle filiali bancarie nel luogo in cui si vive rende insoddisfatte 9 persone su 10. L’88%, infatti, si dichiara non soddisfatto: di questi, il 64,6% è “per nulla” soddisfatto e il 23,4% è “poco” soddisfatto.
Area Nielsen 2. Complessivamente la riduzione/chiusura delle filiali bancarie nel luogo in cui si vive rende insoddisfatte 9 persone su 10. L’86,3%, infatti, si dichiara non soddisfatto: di questi, il 62,8% è “per nulla” soddisfatto e il 23,5% è “poco” soddisfatto.
Friuli-Venezia Giulia. Complessivamente la riduzione/chiusura delle filiali bancarie nel luogo in cui si vive rende insoddisfatte 9 persone su 10. L’87,2%, infatti, si dichiara non soddisfatto: di questi, il 59,4% è “per nulla” soddisfatto e il 27,8% è “poco” soddisfatto.
1) Metodologia e campione. L’indagine demoscopica è stata realizzata nel corso del 2023 con metodologia ibrida C.A.T.I, C.A.W.I, C.A.M.I. e tramite interviste raccolte nelle piazze dei comuni oggetto della campagna Chiusura filiali? No, grazie. Sono state ascoltate 2.870 persone a livello nazionale, di cui il 48% donne e il 52% uomini dai 18 ai +65 anni, in prevalenza occupati (71,9%) e con un titolo di studio superiore/laurea pari al 75,5%. L’area Nielsen 2, composta da Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, ha interessato 911 interviste.
LA DESERTIFICAZIONE BANCARIA IN ITALIA: I DATI
In Italia, dal 2018 al 2022, il numero dei comuni serviti da banche è diminuito del 10,9%, passando da 5.368 comuni del 2018 ai 4.785 del 2022. Nel 2022, su 7.901 comuni italiani, più di 3 mila pari al 39% non offre l’accesso al servizio bancario.
Da un’analisi svolta dal Centro Studi Uilca Orietta Guerra si evince che in Italia dal 2018 al 2022 si è verificata una contrazione degli sportelli bancari del 17,4% (meno 4.423 sportelli), passando dai 25.409 del 2018 ai 20.986 del 2022. Nello stesso periodo il settore bancario ha perso 14.020 posti, pari a un calo occupazionale del 5%.
Friuli-Venezia Giulia. Dal 2018 al 2022 il numero di comuni serviti da banche è diminuito del 7,3%, passando da 165 a 153. Nello stesso periodo le filiali sono scese del 15,1%, passando da 689 a 585. Percentuali preoccupanti anche per l’occupazione che registra un calo del 16,9%, passando da 5.423 nel 2018 a 4.508 nel 2022. Al 2022 sono 57.413 le persone che non hanno accesso allo sportello bancario pari al 5% degli abitanti.
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