giovedì 28 maggio 2026
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Cronaca

“Quegli occhi non li dimentico”: Davide cerca Paola, incontrata tra le bancarelle di piazza Sant’Antonio

Luca Marsi ·
“Quegli occhi non li dimentico”: Davide cerca Paola, incontrata tra le bancarelle di piazza Sant’Antonio

C’è un Natale fatto di vetrine, luci e folla. E poi c’è un Natale più silenzioso, che cammina con passo lento tra le bancarelle, portandosi addosso pensieri pesanti e speranze leggere. È da qui che nasce la storia di Davide, 33 anni, triestino, che nel pomeriggio di venerdì 19 dicembre ha deciso di fare un giro tra le bancarelle di piazza Sant’Antonio per cercare un regalo per sua madre. 

Non un acquisto qualunque, ma un gesto carico di significato. Un piccolo segno d’amore da portare in corsia, quando le parole spesso non bastano.

Un incontro casuale che diventa inatteso conforto

Davide si ferma davanti a una bancarella che brilla di collane e braccialetti. Oggetti semplici, ma capaci di catturare lo sguardo. Chiede aiuto a una ragazza che lavora lì. Lei ascolta. Non solo la richiesta, ma la storia. La situazione della mamma, il motivo di quel regalo, l’emozione trattenuta.

La ragazza si chiama Paola. È gentile, disponibile, sorridente. Lo accompagna nella scelta, con attenzione e delicatezza, come se quel regalo fosse importante anche per lei. E in quel momento, tra una spiegazione e l’altra, accade qualcosa che Davide racconta con parole semplici, senza costruzioni forzate.

Come si dice a Trieste, “go avù un colpo de fulmine”.

Quegli occhi che restano impressi anche quando te ne vai

Prima di andare via, Davide chiede il suo nome. Paola. Un nome che resta. Come restano quegli occhi scuri, intensi, dolcissimi. Come resta il modo in cui ha ascoltato senza fretta, in un pomeriggio affollato di gente e rumore.

Davide la descrive così: alta circa un metro e sessantacinque, magra, con treccine lunghe, occhi marrone scuro, profondi, impossibili da dimenticare. Ma soprattutto, una presenza gentile, capace di far sentire meno soli anche nei momenti più difficili.

Non c’è stato tempo per altro. Nessun numero, nessun caffè, nessuna conversazione iniziata davvero. Solo uno sguardo e un’impressione forte, rimasta lì, sospesa.

Un appello discreto, tra rispetto e speranza

Oggi Davide affida a Trieste Cafe un messaggio semplice e rispettoso. Chiede se qualcuno conosce Paola, se qualcuno può aiutarlo almeno a capire se è fidanzata o meno. E se per caso fosse lei stessa a leggere queste righe, il messaggio è chiaro, senza pressioni.

“Vorrei solo offrirti un caffè e continuare quella conversazione che non abbiamo mai iniziato.”

Nessuna invadenza, nessuna pretesa. Solo il desiderio di ritrovare una persona incontrata per caso, in un momento delicato, in una città che sotto Natale moltiplica gli incontri ma raramente li ferma.

Quando il Natale accende storie che non ti aspetti

Tra le bancarelle, le luci e la corsa ai regali, Trieste continua a regalare anche questo: frammenti di umanità, storie minime che parlano di fragilità, gentilezza e connessioni inattese. A volte basta uno sguardo, nel giorno giusto, per lasciare un segno più forte di qualsiasi regalo.

Se Paola leggerà, se qualcuno riconoscerà quella descrizione, lo dirà il tempo. Intanto, questa è una di quelle storie che meritavano di essere raccontate.

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