Quarto Grado riaccende il mistero: il cellulare di Seba può parlare e svelare il destino di Lilly

Nel corso della puntata di “Quarto Grado”, in onda ieri sera su Retequattro e condotta da Gianluigi Nuzzi, si è tornati a parlare del caso di Liliana Resinovich, con importanti novità sugli accertamenti tecnici disposti dalla Procura di Trieste.
Il focus della trasmissione si è concentrato sul cellulare di Sebastiano Visintin, marito della donna, misteriosamente scomparsa nel dicembre 2021 e poi ritrovata senza vita. L’attenzione si sposta su un particolare finora poco chiaro: quando è stato formattato il Samsung S21 che l’uomo aveva in uso al momento della sparizione della moglie?
Il consulente della Procura, Nicola Chemello, avvierà dal 17 ottobre accertamenti irripetibili sul dispositivo per stabilire il momento esatto della formattazione. Si tratta di un passaggio cruciale, poiché il telefono — poi regalato all’amica youtuber Paola — risulta completamente pulito, privo di ogni dato o traccia utile.
Durante la trasmissione, è stato ricordato come Sebastiano avesse successivamente acquistato un cellulare identico, sempre un Samsung S21, nel febbraio 2022, poche settimane dopo il ritrovamento del corpo di Liliana. Un dettaglio che solleva nuovi interrogativi: il telefono che verrà analizzato è davvero quello utilizzato nei giorni della scomparsa, oppure un altro modello acquistato successivamente?
In collegamento, Claudio Sterpin, amico storico di Liliana Resinovich, ha commentato con partecipazione i nuovi sviluppi, sottolineando come ogni elemento tecnico possa risultare decisivo per chiarire finalmente i troppi punti oscuri della vicenda.
Nel corso del servizio, le parole di Sebastiano, riportate dalle interviste precedenti, hanno contribuito a creare ulteriore ambiguità: “Io avevo a disposizione tanti telefoni… può essere che uno di questi l’ho cambiato con un successivo”.
Una dichiarazione che stride con quanto affermato in passato, quando lo stesso Visintin aveva confermato che il cellulare regalato all’amica era proprio quello in uso durante la scomparsa di Liliana.
Il giallo si infittisce: tra telefoni gemelli, formattazioni sospette e ricordi confusi, il Samsung S21 di Sebastiano potrebbe diventare il tassello decisivo per riscrivere la verità su uno dei casi più complessi e seguiti degli ultimi anni.
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