Quarto Grado, "Lilly uccisa": la perizia parlerebbe chiaro, svelata una frattura mai vista prima

La puntata di Quarto Grado, andata in onda venerdì sera e condotta da Gianluigi Nuzzi, ha acceso nuovamente i riflettori sul caso di Liliana Resinovich. Ospite in studio Sebastiano Visintin, marito della donna, che ha assistito al dibattito sulle ultime clamorose indiscrezioni emerse dalla super perizia medico-legale.
Il servizio trasmesso nel corso della trasmissione ha ribadito una tesi sempre più solida: Lilly non si sarebbe suicidata, ma sarebbe stata vittima di un omicidio, un'ipotesi condivisa non solo dai familiari e dagli amici, ma anche da un'ampia fetta di pubblico, come dimostrano i numerosi commenti raccolti dalla redazione del programma.
La frattura vertebrale e il soffocamento: gli elementi chiave
Le nuove rivelazioni della dottoressa Cristina Cattaneo, che ha condotto la seconda autopsia, parlano chiaro: sul corpo di Liliana è stata individuata una frattura alla vertebra T2, sfuggita ai primi accertamenti. Una lesione che, secondo gli esperti, difficilmente può essere accidentale, e che sarebbe compatibile con una colluttazione seguita da un soffocamento.
Il servizio ha sottolineato come il decesso della donna possa essere stato causato da un'asfissia indotta da terzi, con il possibile utilizzo di un guanto o di un capo d’abbigliamento per impedire la respirazione. Questa teoria sarebbe supportata anche da altre lesioni a livello polmonare, al volto e alla testa, che potrebbero essere riconducibili a una dinamica violenta.
Il mistero della conservazione del corpo
Un altro punto fondamentale toccato dall’inchiesta riguarda la data della morte: la dottoressa Cattaneo, basandosi sugli esami forensi, propenderebbe per il 14 dicembre, lo stesso giorno della scomparsa di Liliana. Questo dettaglio aprirebbe un nuovo inquietante interrogativo: dove è stato conservato il corpo per tre settimane, dato che al momento del ritrovamento non presentava segni di decomposizione avanzata né morsi di animali?
Visintin in studio: il caso deve essere riaperto?
Durante la trasmissione, la discussione ha sollevato numerosi dubbi sull'ipotesi iniziale del suicidio, chiedendosi se l'intera indagine debba essere rifatta da capo. Il marito di Liliana, Sebastiano Visintin, ha assistito al dibattito senza rilasciare particolari dichiarazioni, mentre gli esperti e gli ospiti in studio hanno sottolineato la necessità di fare piena luce sulla vicenda.
L’ultima parola spetta ora agli inquirenti, che dovranno valutare se le nuove evidenze siano sufficienti per riaprire ufficialmente il caso e avviare nuove indagini.
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Attesa alle stelle un po' ovunque per la super perizia sul corpo di Liliana Resinovich
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