Quarto Grado, Lilly soffocata e picchiata? La perizia medico-legale svela nuovi dettagli
Nella puntata di Quarto Grado andata in onda venerdì su Rete 4, l’omicidio di Liliana Resinovich è tornato al centro del dibattito con nuovi dettagli inquietanti. Secondo l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, Liliana sarebbe stata picchiata e soffocata, escludendo l’ipotesi di una caduta accidentale o di una morte per cause naturali.
Le nuove prove: segni di violenza e dinamiche del soffocamento
🔍 Il dettaglio decisivo: secondo la perizia medico-legale, due lesioni individuate già nella prima analisi sono state sottoposte a test specifici per la determinazione del trauma. I marcatori biologici analizzati indicano che le ferite sono state inflitte poco prima della morte, supportando quindi l’ipotesi di un’aggressione immediatamente precedente al decesso.
🩸 Le lesioni al volto e alle mani:
- Labbro inferiore e zona temporale sinistra (vicino all’orecchio) colpiti con violenza
- Fratture e segni di percosse sulla fronte, palpebra, naso, mento e lobo dell’orecchio
- Tagli e graffi sulle mani, compatibili con una lotta difensiva
Il dottor Barisani, consulente medico-legale di Sebastiano Visintin, sottolinea come questi elementi fossero già stati evidenziati due anni e mezzo fa, eppure oggi vengono considerati come prova dell’intervento di una terza persona.
Il ruolo degli abiti e le incongruenze sulla scena del ritrovamento
🧥 Gli indumenti analizzati dalla dottoressa Cattaneo potrebbero svelare un altro aspetto controverso. I vestiti che Liliana indossava al momento del ritrovamento – piumino grigio, jeans scuri, maglia bordeaux, calzini con renne rosse e scarpe – non presentano segni di esposizione prolungata agli agenti atmosferici.
❓ Un interrogativo inquietante: davvero il corpo è rimasto nel boschetto per 21 giorni? Se così fosse, ci si aspetterebbe tracce di umidità, decomposizione avanzata o danni agli indumenti, che invece non sarebbero stati rilevati.
La possibile dinamica del soffocamento
Secondo la perizia medico-legale, Liliana sarebbe stata soffocata tramite l’occlusione di naso e bocca, probabilmente con un tessuto o sottili strati di plastica, compatibili con i sacchetti trovati sul capo.
👥 L’ipotesi della presa "chockhold": un’afferramento del collo con il braccio, come spiegato dal professor Fineschi, che potrebbe aver provocato un’asfissia senza lasciare evidenti segni esterni sul collo.
Le domande ancora senza risposta
🔎 Chi ha aggredito Liliana?
🔎 Dove è stata realmente tenuta prima del ritrovamento?
🔎 Le lesioni dimostrano un attacco premeditato?
Mentre le perizie si accumulano e gli interrogativi si moltiplicano, il caso Resinovich resta uno dei gialli più intricati della cronaca italiana.
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