“Possono spegnere internet, non la libertà”: Trieste scende in piazza sabato per l’Iran
Ci sono frasi che non sono solo slogan. Sono una dichiarazione di resistenza. Un messaggio che attraversa i confini, buca il rumore, scavalca i blackout e arriva dritto dove deve arrivare: nelle strade, tra le persone, nei gesti concreti.
“Possono spegnere internet. Non possono spegnere la libertà.” È questa la scritta che domina il manifesto della mobilitazione annunciata a Trieste: un invito chiaro, netto, senza ambiguità, rivolto a chi non accetta che la repressione diventi normalità e che il silenzio sia la risposta.
Per questo Trieste si prepara a scendere in piazza, con un appuntamento che vuole essere insieme memoria e impegno, pietà e determinazione, umanità e scelta.
La manifestazione: data, luogo e orario
L’iniziativa è una manifestazione pacifica a sostegno del popolo iraniano, pensata “in memoria delle vittime della repressione” e per chiedere ciò che in molte parti del mondo è ancora un rischio: libertà, diritti umani, democrazia.
L’appuntamento è fissato in un luogo simbolico della città, in pieno centro: Piazza della Borsa, Trieste.
La data è 17 gennaio, con orario 11:00 – 13:00.
Una finestra precisa, due ore che vogliono diventare un segnale visibile: Trieste presente, Trieste schierata, Trieste che non si volta dall’altra parte.
Il cuore del messaggio: contro la repressione e contro il silenzio
Il manifesto non lascia spazio a interpretazioni: l’iniziativa nasce “al fianco del popolo iraniano contro la repressione e il silenzio”.
Due parole che pesano come pietre.
Repressione, perché ciò che sta accadendo in Iran non è una semplice tensione politica: è la forza che schiaccia, che arresta, che intimidisce, che spegne le voci. E quando una voce viene spezzata, spesso viene spezzata anche una vita.
Silenzio, perché il secondo nemico è quello più subdolo: l’indifferenza, la rassegnazione, il “non ci riguarda”. Il silenzio che diventa complicità involontaria. Il silenzio che copre ciò che dovrebbe indignare tutti.
Ed è proprio contro quel silenzio che Trieste sceglie di fare rumore.
“Spegnere internet” come strategia di controllo
La frase simbolo del manifesto parla chiaro: spegnere internet è oggi uno degli strumenti più potenti per fermare una società che prova a reagire. Significa tagliare ponti, isolare persone, impedire testimonianze, oscurare la realtà.
Ma la frase aggiunge subito l’altra metà, quella che vale come promessa: la libertà non si spegne.
Perché internet è un mezzo, la libertà è una corrente. E quando una corrente passa tra le persone, si può rallentare, si può colpire, si può reprimere, ma non si cancella. È un fatto umano prima che politico.
Trieste, città di confine che sceglie di essere voce
Trieste non è una città qualsiasi quando si parla di libertà e confini. È una città che porta nella pelle e nella memoria il senso delle frontiere, la fragilità dei diritti, il peso della storia. E forse è proprio per questo che iniziative come questa qui non suonano mai “lontane”.
Trieste conosce il valore delle parole “democrazia” e “diritti umani” perché sa cosa succede quando diventano parole vuote.
Piazza della Borsa, per due ore, diventa molto più di una piazza: diventa un microfono aperto, una luce accesa, una presenza collettiva.
Una manifestazione pacifica, ma non debole
La parola “pacifica” nel manifesto è centrale. Qui non si parla di rabbia cieca: si parla di dignità. Di stare, di esserci, di mostrare un volto umano di fronte a un volto disumano.
Una piazza pacifica non è una piazza fragile. È una piazza che sceglie il terreno più difficile: quello della fermezza senza violenza. Quello della verità senza odio. Quello della solidarietà senza interessi.
È il modo più netto per dire: noi vi vediamo. E se vi vediamo, non siete soli.
Un invito che riguarda tutti
Il manifesto chiama alla partecipazione in modo trasversale: non è una questione di colori o appartenenze. È una questione di coscienza.
Chi scende in piazza lo fa per ricordare le vittime della repressione, ma anche per difendere qualcosa che riguarda tutti: l’idea che la libertà non può dipendere dall’arbitrio di un regime.
La libertà è o è per tutti. Oppure non è.
Articoli correlati
Poliziotti sempre più sotto pressione: “Così rischiamo di non trovare più personale” (VIDEO)
Nel corso della trasmissione dedicata alla sicurezza urbana, Alessio Edoardo di Fsp Polizia ha affrontato anche il tema del ricambio generazionale all’interno delle forze dell’ordine. Un passaggio particolarmente delicato che ha toccato il
Comprare casa a Trieste, gli stranieri fanno salire il mercato: “La città è sempre più attrattiva” (VIDEO)
Il mercato immobiliare di Trieste sta vivendo una trasformazione sempre più evidente. Nel corso della diretta di Trieste Cafe dedicata al tema della casa, David Mazzucchi di Toro Costruzioni ha spiegato come la città stia attirando un numer
Trieste, estate di cantieri nelle scuole: “Interventi concentrati quando gli studenti non ci sono” (VIDEO)
Con l’arrivo della pausa scolastica estiva, il Comune di Trieste accelera sugli interventi di manutenzione e riqualificazione negli edifici scolastici cittadini. Durante “Un capo in B”, l’assessore Elisa Lodi ha spiegato come proprio i mesi
Trieste Trasporti supera il Covid: “Biglietti e passeggeri tornati ai livelli pre pandemia” (VIDEO)
Nel corso della diretta dal Citybar Tergesteo, Maurizio Marzi ha affrontato anche il tema del bilancio 2025 di Trieste Trasporti, definendolo particolarmente positivo sia sul fronte economico sia sul fronte dell’utilizzo del servizio pubbli
