“Pastine tutte schiacciate e nel sacchetto del pane”: disavventura di una triestina in pasticceria
Doveva essere un gesto semplice e bello, uno di quelli che fanno subito festa: comprare delle pastine in centro, portarle ai familiari e celebrare il compleanno del compagno con un dolce momento di condivisione. E invece si è trasformato in una disavventura che una triestina racconta con amarezza e rabbia dopo quanto accaduto in una nota pasticceria del centro città, a Trieste.
“All’apertura della borsetta ho avuto un’amara sorpresa”
Secondo il suo racconto, tutto sarebbe iniziato in modo normale: ordine effettuato, pastine acquistate, borsetta consegnata dal commesso. Ma una volta arrivata a destinazione, aprendo la confezione, la sorpresa sarebbe stata tutt’altro che piacevole.
La cliente elenca infatti tre problemi principali che, messi insieme, avrebbero compromesso completamente il risultato.
1) “Il numero non corrispondeva a quello ordinato”
La prima contestazione riguarda la quantità: le pastine trovate non sarebbero state nel numero richiesto. Un dettaglio che, quando si tratta di portare dolci a parenti e ospiti, cambia tutto: basta poco per ritrovarsi con porzioni insufficienti o con una distribuzione “impossibile” tra chi aspetta il vassoio.
2) “Niente vassoio: erano in un sacchetto di carta”
Il secondo punto è ancora più sorprendente: invece della classica confezione ordinata con vassoio di cartone, la cliente afferma di aver trovato le pastine in un sacchetto di carta, di quelli comunemente usati per il pane. Una modalità di consegna che, secondo lei, avrebbe reso inevitabile il danno successivo.
3) “Tutte schiacciate: creme e confetture fuori e mescolate”
Ed eccoci al punto più amaro: le pastine sarebbero risultate schiacciate, con creme e confetture fuoriuscite e mescolate tra loro. In pratica, non un vassoio pronto da portare in tavola, ma un “miscuglio” di ripieni che avrebbe rovinato sia l’aspetto sia la fruibilità dei dolci.
“Gran delusione e figura del piffero”
La triestina racconta lo sconforto senza filtri: “Gran delusione e figura del piffero”. Perché la pasticceria, in questi casi, non è solo cibo: è un simbolo di attenzione, una piccola cura per chi si ama e per chi si invita. E vedere quel gesto rovinato, nel giorno del compleanno, lascia l’amaro in bocca.
“Grazie per aver rovinato in parte la festicciola”
Il messaggio si chiude con una frase tagliente, che rende bene la frustrazione del momento: “Grazie per aver rovinato in parte la festicciola”, accompagnata dall’emoji arrabbiata. Un episodio che riaccende un tema molto pratico: quanto conta il confezionamento, oltre alla qualità del prodotto, quando si parla di dolci delicati e ripieni.
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