Nuova aggressione a Trieste: giovane colpito e minacciato mentre cercava di passare sulle scale

Non si ferma l’escalation di violenza che sta scuotendo Trieste. Dopo l’episodio avvenuto nei giorni scorsi, in cui il giovane era stato brutalmente aggredito a calci e pugni mentre tentava di difendere la moglie incinta, un nuovo episodio si è verificato nella giornata di sabato 27 settembre 2025, poco prima di mezzogiorno.
Secondo quanto riferito dallo stesso ragazzo, l’aggressione è avvenuta nuovamente nello stesso contesto condominiale. Mentre scendeva le scale, sarebbe stato bloccato dal padre di uno dei protagonisti della precedente aggressione, mentre stava andando dalla guardia medica a seguito dell'aggressione di pochi giorni prima, per un controllo.
L’uomo gli avrebbe intimato di tornare indietro e lo avrebbe colpito con un pugno nella zona delle costole, proprio dove il giovane era già dolorante per i colpi subiti in passato.
“Non ci volevano far passare”
Il giovane, visibilmente scosso, ha raccontato: “Mi diceva vai su, vai su, non mi voleva proprio far passare. Alla fine mi ha tirato un pugno leggero, ma comunque doloroso, proprio dove avevo già male. Siamo arrivati al punto che dobbiamo aver paura di uscire di casa”.
La situazione è diventata ancora più pesante considerando lo stato di salute della moglie incinta, già vittima di minacce e insulti durante il primo episodio di violenza, che ha sentito le urla provenienti dalle scale.
L’intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari
Immediata la chiamata alla polizia, che è intervenuta sul posto insieme a un’ambulanza. I sanitari hanno controllato le condizioni del giovane, che per fortuna non ha riportato gravi conseguenze dal colpo, anche se ha lamentato forti dolori. Lo stesso ha spiegato di aver dovuto ricorrere alla guardia medica a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.
Una comunità preoccupata
La vicenda, che si somma alle precedenti aggressioni, ha acceso un forte clima di paura tra i residenti. “È allucinante, dopo quelle minacce viviamo nel terrore”, ha dichiarato il ragazzo, che ora teme di non poter vivere serenamente nemmeno all’interno della propria abitazione.
La comunità triestina segue con apprensione l’evolversi della situazione, in attesa che le autorità chiariscano le responsabilità e prendano provvedimenti per garantire sicurezza e giustizia.
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