martedì 13 ottobre 2026
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Cronaca

Numero chiuso al Pedocin, è rivolta delle donne: furibonde e arrabbiatissime

Luca Marsi·
Numero chiuso al Pedocin, è rivolta delle donne: furibonde e arrabbiatissime

L'amministrazione comunale ha stabilito il numero chiuso per lo storico stabilimento balneare della Lanterna, il cosiddetto 'Pedocin', dove gli uomini sono divisi dalle donne da un muro, e subito è scattata la protesta. Numerose le contestazioni al Comune e le segnalazioni al quotidiano locale, l'altrettanto storico Il Piccolo. Se il settore maschile è frequentato da un congruo numero di bagnanti, al contrario quello femminile è sempre affollato, al limite della capienza, appunto. Per questo il Comune ha stabilito che più di 506 donne non possano stazionare contemporaneamente; mancano le vie di fuga (oltre al mare, evidentemente, che però non può essere inteso come tale). E dalla 507/a donna in poi bisogna attendere all'esterno che qualcuna esca, lasciando il posto. Dunque, lunga fila all'esterno e nervi a fior di pelle, resi ancor più tesi dalla temperatura meteorologica e dal sole che picchia su chi attende nel piazzale senza coperture. Il Pedocin, insieme con altri luoghi ed eventi della città, non è solo una tradizione per i triestini ma un inviolabile luogo del cuore, soprattutto per le donne, che lo vivono come un posto di totale e femminile libertà, senza sguardi indiscreti. Già era stata dura far digerire la biglietteria automatica e poi l'aumento di 10 centesimi nel 2023 (oggi l'ingresso costa 1,10 euro); questa del numero chiuso è vissuta come un affronto. Basta dare un'occhiata ai messaggi postati sui social. Per avere un'idea: già molti minuti prima dell'apertura ogni giorno da anni ai cancelli le donne sono in fila, ciascuna gelosamente diretta al proprio posto, sempre lo stesso, anche non ci sono posti assegnati. Tanto per fare un esempio: ieri mattina, alle 9.30, le donne all'interno erano già 417, gli uomini 108. Lo scorso anno, complice il climate change dunque temperature più mediterranee del solito, su sollecitazione degli utenti, il Pedocin ha riaperto il 12 marzo, in anticipo di un paio di mesi. E come sempre, entrambi gli schieramenti erano particolarmente affollati. Oggi il paradosso è che i bagnanti sono contingentati, all'interno, ma affollati (e infuriati) fuori. La motivazione del provvedimento è basata sull' esigenza di garantire evacuazioni rapide in caso di emergenza, qualcosa mai considerata prima nella storia di questa spiaggia, nemmeno quando erano presenti fino a quattromila persone contemporaneamente. Il Pedocin è l'unico stabilimento rimasto in Europa con una divisione per generi, retaggio dei 'bagni' di fine Ottocento quando i costumi sociali erano decisamente diversi e divenuto nel tempo una tradizione perpetrata tra i triestini. (ANSA). DO ANSA

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