Neo questore Trieste, 'massima attenzione su rotta balcanica'

Sull'immigrazione e la rotta balcanica l'attenzione "non può che essere massima". Lo ha sottolineato la neo questore di Trieste, Lilia Fredella, incontrando la stampa oggi, nel giorno del suo insediamento. "Mentre stavo partendo verso Trieste - ha spiegato - il direttore centrale dell'Immigrazione mi ha detto che ci saremmo sentiti a breve" in merito. "Questa è una delle porte dell'Italia, forse meno conosciuta rispetto alla porta opposta, quella del sud. Attraversando molti paesi arrivano da noi una quota imponente di clandestini. E' un argomento che ho affrontato dal punto di vista tecnico nei lunghi anni fatti alla scientifica, occupandomi delle procedure di fotosegnalamento. Negli anni ho avuto una dimensione molto chiara dell'aumento progressivo, in particolare riferito ai minori non accompagnati". Per questo l'attenzione sul fenomeno "non può che essere massima". Tra i temi da affrontare, secondo la neo questore, anche la tecnologia e il digitale e i mutamenti sociali che ne derivano, con particolare attenzione, ha precisato, ai giovani e agli anziani. E sulla violenza di genere, Fredella ha ricordato che la polizia ha a disposizione un numero di misure per agire, che sono "un grande strumento". "L'ultimo messaggio che manca, oltre all'ovvio problema culturale, che va affrontato dal primo giorno di scuola e dentro le famiglie, è che tutto quello che succede di negativo sia percepito da una donna come una violenza. Anche la frase 'ti devi vestire così' è una violenza. Le donne si devono sentire libere di chiedere aiuto. In certi contesti e in certe fasce questo passaggio manca". (ANSA). FMS ANSA
La neo questore si è detta quindi "onorata" di essere arrivata a Trieste per ricoprire tale ruolo. Una città sempre considerata di vacanza, "visto che mio padre ha vissuto qui per più di 20 anni. Io venivo a Trieste per trovare lui - ha spiegato - e godevo delle bellezze di questo golfo e di questa città". Lilia Fredella prende il posto di Pietro Ostuni, che ha concluso ieri il suo incarico. A chi le chiedeva se Trieste non fosse più un'isola felice, anche a fronte dell'uccisione, ieri, di Isabella Tregnaghi, 89 anni, trovata nel suo appartamento con la gola tagliata, Fredella ha risposto: "Ci sono grandi mutamenti prima di tutto tecnologici, e quindi di conseguenza anche sociali, e poi ci sono mutamenti che riguardano fenomeni che soprattutto una città come Trieste non può ignorare, come le migrazioni, che comportano cambiamenti in tutte le città italiane. Certamente Trieste non può fare eccezione a questo fatto". Sulla morte dell'anziana, ha concluso, "le indagini sono in corso. Mi pare che questo omicidio nasca in un contesto che non voglio dire può succedere a Trieste come a Treviso o Roma, però forse potrebbe anche essere così". (ANSA). FMS ANSA
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