Natale sul ghiaccio, aperta la pista di piazza Ponterosso, Dipiazza: 'Prossimo anno in piazza Unità'

Piazza Ponterosso torna a essere uno dei cuori pulsanti del Natale triestino. Nel pomeriggio di venerdì 28 novembre, in diretta dal palco di Trieste Cafe, è stata inaugurata la nuova pista di pattinaggio sul ghiaccio alla presenza del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e dell’imprenditore Vincenzo Rovinelli, tornato protagonista dell’allestimento dopo un anno di pausa. Una cerimonia vivace, informale, scandita da battute, ricordi e annunci che guardano già al futuro della città.
Fin dai primi minuti della diretta il clima è quello delle grandi occasioni. Il sindaco viene accolto sul palco mentre lo staff sistema la fascia e gli ultimi dettagli dell’inquadratura. Dipiazza ringrazia Trieste Cafe e Vincenzo Rovinelli, ricordando come il rapporto con l’imprenditore risalga agli anni Ottanta, a San Rocco, quando entrambi muovevano i primi passi nelle rispettive carriere. Un filo biografico che si intreccia con l’evoluzione della città e dei suoi eventi.
un allestimento scenografico e la promessa di un natale sempre più grande
Rovinelli, visibilmente soddisfatto, sottolinea la collaborazione con il Comune e con il sindaco, definendo l’allestimento di quest’anno “indovinato” e carico di aspettative. La pista, più grande rispetto al passato, con balaustre in legno, luci, pinguini, orsetti, delfini e richiami al pan di zenzero, viene presentata come uno spazio pensato per famiglie, bambini e ragazzi, con apertura quotidiana dalle 10 alle 22.30 e prezzi calmierati per permettere a tutti di pattinare.
Durante la diretta, Dipiazza lancia una delle suggestioni più forti: la possibilità, per il prossimo anno, di portare la pista di pattinaggio direttamente in piazza Unità d’Italia, davanti agli “specchi” di Frago e Fontana, così da unire idealmente il salotto buono della città con il grande evento del Capodanno. Un’idea raccolta con entusiasmo da Rovinelli, che conferma la fattibilità del progetto e apre la strada a un Natale ancora più spettacolare.
turismo, luci e orgoglio cittadino: la città che corre
Il sindaco approfitta dell’occasione per allargare lo sguardo all’insieme delle iniziative natalizie. Ricorda la serata precedente in piazza Unità, con l’accensione delle luci e una folla che “da anni non si vedeva”, e sottolinea come gli alberghi siano praticamente sold out già a novembre, un mese che un tempo veniva descritto come “il deserto dei tartari”. Ora, invece, Trieste si presenta come una città piena di vita, con bar e ristoranti affollati e un flusso costante di turisti.
Dipiazza insiste sul tema del brand Trieste, spiegando come un tempo, all’estero, fosse costretto a dire “near Venice” per farsi capire, mentre oggi il nome della città si regge da solo. Una trasformazione che, nelle sue parole, è frutto di una strategia di valorizzazione continua, fatta di eventi, arredi natalizi e grandi progetti, come la cabinovia in collegamento con l’altipiano, definita una grande opportunità per l’immagine e la mobilità urbana.
il taglio del nastro e l’avvio ufficiale della pista
Il momento clou arriva con la scelta della madrina della pista, Martina Lucia, presentata in diretta accanto al sindaco e a Rovinelli. Tra sorrisi, richiami alle telecamere, droni pronti a riprendere dall’alto e l’immancabile Babbo Natale sullo sfondo, viene portato il nastro cerimoniale. Dipiazza tiene la scena con la consueta ironia, lasciando poi a Martina il compito di tagliare il nastro “in nome di Dio”, come scandito scherzosamente in diretta.
Con il taglio del nastro la pista di pattinaggio di piazza Ponterosso è ufficialmente aperta, pronta ad accogliere triestini e turisti “fino a quando vi stufate”, come dice il conduttore. Intorno, la piazza si anima di curiosi, famiglie, bambini con i pattini ai piedi, mentre dal palco viene ricordato il programma del pomeriggio, che prosegue con l’inaugurazione della Fiera di San Nicolò lungo viale XX Settembre e con l’accensione delle luci in città dopo le 17.
Trieste entra così nel suo dicembre definito dal sindaco “straordinario”, tra ghiaccio, luci, mercatini e una narrazione di città che non si accontenta, ma continua a correre, pronta a stupire chi viene da fuori e a rendere sempre più orgogliosi i triestini di esserlo.
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