“Mi go fretta!”: la risposta della cassiera che ha fatto indignare una triestina al supermercato

Una cliente racconta l’episodio spiacevole con una cassiera: tra errori sul conto, atteggiamenti scortesi e fretta ingiustificata, la pazienza ha un limite!
Una semplice spesa si è trasformata in un’esperienza frustrante e spiacevole per una triestina, che ha raccontato sui social il suo sfogo dopo quanto accaduto giovedì 13 marzo 2025 in un supermercato della città.
Errore sul conto e risposta sgarbata: "Lei sa fare il suo lavoro!"
Tutto è iniziato quando la cliente, accorgendosi di un possibile errore nello scontrino, ha chiesto con educazione alla cassiera di verificare l’importo. A quel punto, la risposta ricevuta ha lasciato la donna senza parole:
"Oggi ho fatto presente che una cassiera aveva battuto 10 pezzi in più di un articolo e quando mi è stato detto il totale, le ho chiesto educatamente di sapere se magari avesse battuto qualcosa in più. Mi ha risposto indispettita e offesa che lei sa fare il suo lavoro!"
Un comportamento che la cliente non si aspettava, soprattutto perché la richiesta era stata formulata con garbo e senza alcuna polemica.
Bottiglie e barattoli lanciati con stizza: "Signora, con calma!"
Oltre alla questione dell’errore sullo scontrino, un altro dettaglio ha fatto perdere la pazienza alla cliente: il modo in cui la cassiera maneggiava la spesa, lanciando bottiglie e barattoli senza alcuna cura.
"Per non parlare di quando lanciava barattoli e bottiglie mentre imbustavo! Al mio 'signora con calma, si rompono' mi sono sentito rispondere 'mi go fretta'."
Un atteggiamento impulsivo e poco professionale, che ha fatto riflettere la cliente su quanto spesso nel commercio si chieda educazione e rispetto da parte dei clienti, ma poi siano gli stessi operatori a mancare di cortesia e disponibilità.
Aumenti di prezzo e scarsa cordialità: "Di cosa ci lamentiamo?"
Nello stesso punto vendita, la triestina ha notato anche un’altra stranezza: aumenti di prezzo in sole 24 ore, con rincari di due euro su alcuni prodotti. Questo, unito all’atteggiamento del personale, l’ha portata a una riflessione più ampia:
"Mi sorge una domanda: perché il personale in alcuni punti vendita non impara ad essere più disponibile e cordiale con i clienti? Così forse nessuno si rivolge male!"
Un episodio che ha acceso il dibattito sui rapporti tra clienti e lavoratori del commercio, tra chi difende chi è sottoposto a turni stressanti e chi, invece, ritiene che l’educazione sia un requisito fondamentale indipendentemente dalle circostanze.
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