Maxi sequestro a Fernetti: 4.500 capi contraffatti bloccati dalla Finanza, un milione di euro di profitti bloccati
Operazione di rilievo quella condotta nei giorni scorsi dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trieste, che hanno intercettato e sequestrato oltre 4.500 articoli di abbigliamento contraffatti al valico di Fernetti, nel corso di un’attività di controllo del territorio.
L'intervento, eseguito dai finanzieri del 1° Gruppo del capoluogo giuliano, ha avuto luogo nell’ambito delle operazioni doganali di contrasto alle frodi commerciali. Durante la perquisizione di un autoarticolato proveniente dalla Romania e diretto formalmente in Spagna, sono stati rinvenuti quattro bancali "anonimi" dichiaratamente contenenti abbigliamento da lavoro.
All’interno di tali bancali, però, si celavano t-shirt, felpe, scarpe, lenzuola, vestiti da bambino e copriletti con i loghi falsificati di oltre trenta marchi internazionali dell’alta moda e dello sportwear: Adidas, Nike, Gucci, Burberry, Moncler, Louis Vuitton, Dior, Chanel, Versace, Prada, Fendi, Hugo Boss, Lacoste, Calvin Klein, Stone Island, Miu Miu, Tommy Hilfiger, Karl Lagerfeld, Moschino, Kenzo, Yves Saint Laurent, fino ai loghi automobilistici come Audi, Red Bull, Honda Repsol e Harley Davidson.
Secondo le stime degli investigatori, la merce contraffatta, qualora immessa sul mercato, avrebbe generato profitti illeciti superiori a un milione di euro. Un danno non solo per le aziende titolari dei marchi, ma anche per l’economia legale e i consumatori, potenzialmente esposti all’acquisto di prodotti di qualità e sicurezza non certificata.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trieste, sono ora in corso per individuare i destinatari finali della merce e per disarticolare l'intera filiera del traffico illecito, con ramificazioni probabili sia in Italia sia all’estero.
L’intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto alle frodi doganali, fondamentale per tutelare gli operatori onesti dalla concorrenza sleale, per preservare le risorse del bilancio dello Stato e dell’Unione Europea, e per garantire la sicurezza dei consumatori.
Come previsto dalla legge, si ricorda che il procedimento penale è ancora in fase preliminare e che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza potrà essere accertata solo con sentenza definitiva. Le autorità non hanno fornito le generalità dell’indagato né elementi utili alla sua identificazione.
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