Operazione dei Carabinieri sul lavoro irregolare: 10 imprese, 4 sospese e 50mila euro di sanzioni

Una vasta attività di controllo nel settore edile ha portato a un duro colpo contro il lavoro sommerso e le violazioni delle norme di sicurezza nei cantieri della provincia. L’operazione, condotta dai Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Trieste insieme al Gruppo Tutela del Lavoro di Venezia e con il supporto del Comando Provinciale, ha evidenziato una serie di irregolarità che hanno richiesto interventi immediati.
Lavoratori in nero e cantieri insicuri: la fotografia dei controlli
Gli accertamenti svolti dai militari sul territorio provinciale hanno permesso di individuare 3 lavoratori in nero, privi di comunicazione al Centro per l’Impiego, e numerose violazioni in materia di sicurezza. Una situazione definita “grave” dagli investigatori, che hanno rilevato criticità tali da imporre la sospensione immediata di alcune attività.
Nel dettaglio, in due cantieri del capoluogo giuliano sono stati trovati i 3 lavoratori irregolari. Per le aziende coinvolte è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, come previsto dalla normativa nazionale contro il lavoro nero.
Duino-Aurisina e Opicina, ispezioni ad alto rischio
Ulteriori verifiche sono state effettuate in cantieri a Duino-Aurisina, dove i Carabinieri hanno riscontrato gravi violazioni alle norme di sicurezza: inadempienze nell’uso dei dispositivi di protezione, attività in quota senza adeguate misure e rischi di caduta dall’alto. Anche in questi casi, le attività sono state sospese e i titolari sanzionati.
A Opicina, invece, i Carabinieri del NIL hanno sanzionato tre lavoratori autonomi irregolari, aggiungendo ulteriori violazioni al bilancio complessivo dell’operazione.
Il bilancio finale: 10 imprese irregolari e sanzioni oltre 50mila euro
Il lavoro dei Carabinieri ha portato a un quadro estremamente chiaro: – 10 imprese irregolari
– 4 attività sospese
– 3 lavoratori in nero
– Sanzioni amministrative oltre i 50.000 euro
Un risultato che rientra nel progetto nazionale volto a contrastare caporalato, sfruttamento della manodopera e violazioni della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Un segnale forte sul territorio
L’operazione conferma la linea dura dell’Arma nei confronti di chi mette a rischio la sicurezza dei lavoratori e crea concorrenza sleale. I controlli proseguiranno nei prossimi mesi, mirati anche ad altri settori considerati sensibili.
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