Max De Palma sull’intelligenza artificiale nelle locandine: “Mi dà l’idea, poi rifaccio tutto” (VIDEO)

L’intelligenza artificiale entra anche nella preparazione degli eventi, ma non sempre convince chi lavora direttamente nel settore. Max De Palma, organizzatore di eventi, ha raccontato durante la diretta di Trieste Cafe il suo rapporto con gli strumenti digitali applicati alle locandine.
Un uso pratico ma limitato
Max ha spiegato di utilizzare ogni tanto l’intelligenza artificiale per realizzare qualche locandina. Tuttavia, il risultato non lo soddisfa pienamente.
Secondo il suo racconto, l’IA può servire come punto di partenza, una sorta di stimolo iniziale per trovare un’idea. Ma poi il lavoro, nella sua esperienza, deve essere rifatto manualmente per arrivare a un risultato coerente con ciò che vuole comunicare.
“Mi dà l’idea, poi la faccio da solo”
La frase di Max sintetizza un approccio concreto alla tecnologia. L’intelligenza artificiale non viene rifiutata in modo assoluto, ma nemmeno accettata come soluzione completa.
Per De Palma, lo strumento può essere utile per generare un’ispirazione, ma la scelta del soggetto, dello stile e dell’impostazione finale resta nelle mani dell’organizzatore. È lì che entra il gusto personale e la conoscenza del pubblico.
La locandina come parte dell’identità di una serata
Nel mondo degli eventi, la locandina non è solo un’immagine promozionale. È il primo messaggio che arriva al pubblico, anticipa il tono della festa, suggerisce il genere musicale e costruisce aspettativa.
Per questo, secondo l’approccio di Max, non basta produrre qualcosa velocemente. Serve un’immagine che rappresenti davvero l’evento e che sia coerente con la serata.
Tecnologia e lavoro umano
Il racconto di Max si inserisce nel dibattito più ampio affrontato in trasmissione sull’intelligenza artificiale. Da una parte gli strumenti digitali offrono velocità e nuove possibilità, dall’altra resta centrale il lavoro umano, soprattutto quando si tratta di creatività, gusto e conoscenza del pubblico locale.
Nel caso delle locandine, Max sembra vedere l’IA come un assistente imperfetto: utile per accendere una scintilla, ma non ancora sufficiente per sostituire l’esperienza diretta.
Una movida che usa la tecnologia senza rinunciare alla mano dell’organizzatore
Il mondo della notte cambia anche attraverso questi dettagli. La promozione degli eventi, le grafiche, i format e la comunicazione diventano sempre più influenzati da strumenti digitali, ma la personalità dell’organizzatore resta decisiva.
Per Max De Palma, almeno per ora, la locandina migliore è ancora quella costruita con un controllo diretto, scegliendo personalmente ciò che deve rappresentare la serata.
DI SEGUITO IL VIDEO
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