ll Batiscafo Trieste è arrivato nella notte al Museo de Henriquez

Ha viaggiato con il favore del buio da Piazza Unità attraverso Riva 3 Novembre, piazza della Borsa, Corso Italia e piazza Goldoni, transitando lungo Largo Barriera, viale d’Annunzio e viale Ippodromo, per arrivare a destinazione finalmente in via Cumano: nella notte fra lunedì 10 e martedì 11 novembre il Batiscafo Trieste ha lasciato la centralissima location nel cuore della città, fra il palazzo municipale e il mare, per raggiungere la sua sede finale, il Museo di guerra per la pace Diego de Henriquez: una destinazione emblematica, perché fu proprio il grande collezionista triestino a intuire e coltivare il valore pacifista e scientifico di quell’impresa e fu lui a incoraggiare Auguste e Jacques Piccard, che lo avevano ideato e progettato, a scegliere Trieste come base per la realizzazione del nuovo mezzo, in un periodo storico convulso e dominato dalla Guerra fredda. Il Batiscafo Trieste diventerà così valore aggiunto per il polo strategico cittadino legato al turismo storico e culturale, dal 2026 sarà la principale attrazione al Museo de Henriquez e venerdì 23 gennaio è già in calendario a Trieste la prima nazionale del film “Operazione Batiscafo”, di Massimiliano Finazzer Flory, la cui realizzazione è stata affidata dal Comune di Trieste a Movie&Theatre. Spiega l’Assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Giorgio Rossi: «Il progetto legato al Batiscafo Trieste va contestualizzato in una più vasta strategia di divulgazione legata a Diego de Henriquez e al suo Museo. Nel 2026 il rilancio del Museo de Henriquez sarà leitmotiv delle iniziative, in raccordo con la Risiera di San Sabba e la Foiba di Basovizza: per inquadrare quel tragico periodo del ‘900 che inizia con la Grande guerra ed evolve nel secondo conflitto mondiale, ma che in queste terre di confine è proseguito per tutto il ‘900 attraverso gli anni della Guerra fredda, sino alla dissoluzione della Jugoslavia».
La realizzazione del Batiscafo Trieste - in scala reale - progetto voluto dall’Associazione Mare Nordest, supportata dagli studi dello storico Enrico Halupca - è stata affidata a M23 Srl, azienda con sede a Ciserano (Bergamo) di rilievo internazionale nel settore dei sommergibili avanzati e delle camere iperbariche, partner di Marine e Forze Speciali in tutto il mondo. Rolex ha supportato l’iniziativa e resa disponibile una copia dell’orologio che accompagnò l’impresa nella Fossa delle Marianne nel 1960. Hanno sostenuto il progetto diverse realtà partner, dalla Fondazione CRTrieste a Trieste Trasporti al Convention Visit Bureau. Il Batiscafo esposto raffigura in scala 1:1 il mezzo dell’impresa del 1953, quando raggiunse la quota di 3.150 m di profondità nella Fossa Tirrenica. Sette anni dopo, nel 1960, con modifica della cabina di pressurizzazione e uno scafo allungato di due metri, il Batiscafo Trieste, ospitando a bordo lo scienziato svizzero Jacques Piccard e il tenente USA Navy Donald Walsh, raggiungeva il record mondiale nella Fossa delle Marianne, a 10.916 metri di profondità nell'Abisso Challenger, il punto più profondo del mondo. L’originale Batiscafo è tuttora conservato a Washington, al National Museum of the U.S. Navy.
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