La balenottera del Golfo riaffiora dal fondale: recuperati i primi resti, sarà esposta alla Barcolana 2025 (VIDEO)

Sono iniziate nei giorni scorsi nel porto di Trieste, a quasi un anno esatto dall’affondamento programmato, le operazioni di recupero della balenottera comune ritrovata morta nel Golfo il 30 agosto 2024, sotto i pontili di Porto San Rocco a Muggia. Lungo 10 metri, l’esemplare era stato inabissato per motivi scientifici, nella prospettiva di un futuro recupero dello scheletro. E oggi quella visione comincia a concretizzarsi.
La missione subacquea: recuperata gran parte della colonna vertebrale
A coordinare l’operazione i ricercatori dell’Area Marina Protetta di Miramare, affiancati dalla Capitaneria di Porto di Trieste, dal Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale della Guardia di Finanza e dagli operatori tecnici di Shoreline, in un’azione complessa condotta a quasi 20 metri di profondità, con visibilità ridottissima.
In questa prima fase sono stati riportati in superficie i fanoni e buona parte della colonna vertebrale, dalla coda fino alle vertebre cervicali. I fanoni, in particolare, erano già stati messi in sicurezza nei pressi di Miramare per evitarne la dispersione. I resti sono poi stati trasportati via mare fino al porto di Grignano, dove i veterinari dell’Università di Padova – Dipartimento di Biomedicina Comparata ed Alimentazione – li hanno presi in carico per l’analisi, la conservazione e il futuro assemblaggio.
Verso Barcolana 2025: parte dello scheletro in mostra al Villaggio
Il primo grande obiettivo è già fissato: una parziale esposizione dello scheletro alla 57ª edizione della Barcolana, che si terrà a ottobre 2025. Nei prossimi due mesi i veterinari lavoreranno per ripulire, trattare e preparare alcune sezioni della colonna vertebrale, per mostrarle al pubblico in un contesto divulgativo e scientifico di grande rilievo.
Un’occasione unica per cittadini e visitatori per ammirare da vicino i resti del più grande mammifero marino del Mediterraneo, rarissimo nelle acque del Golfo di Trieste, e per riflettere sul tema della conservazione di specie minacciate dai cambiamenti ambientali e dalle attività umane.
Operazione complessa, nuove immersioni in programma
Il recupero, però, non è ancora completo. Rimangono ancora le pinne pettorali, la testa e altre sezioni ossee da estrarre, attualmente adagiate sul fondale e in parte ancora ricoperte da tessuti molli. Queste operazioni richiederanno nuove immersioni e saranno organizzate compatibilmente con le condizioni meteo-marine e i tempi di decomposizione naturale.
Tutti i passaggi sono autorizzati in base alla Convenzione CITES, che regola il trattamento, la detenzione e il trasferimento di specie selvatiche protette e dei loro resti. Grazie alla convenzione tra Fondazione WWF e Università di Padova, ogni recupero verrà seguito e tracciato nel rispetto delle normative internazionali.
Museo di Storia Naturale in Porto Vecchio: il sogno di una “seconda vita”
Tra le prospettive a lungo termine, anche quella di una musealizzazione permanente dei resti, come ha rivelato il direttore dell’AMP Miramare Maurizio Spoto: “Abbiamo avviato interlocuzioni con il Comune di Trieste per ospitare lo scheletro ricomposto nel futuro Museo di Storia Naturale in Porto Vecchio. L’idea è regalare alla città una ‘seconda vita’ di questo straordinario esemplare, capace di emozionare e sensibilizzare le nuove generazioni”.
Un esempio virtuoso di sinergia tra istituzioni
La prima fase dell’intervento si è rivelata un modello di collaborazione interistituzionale, che ha visto operare fianco a fianco enti scientifici, forze dell’ordine e strutture specialistiche. Dalla Guardia di Finanza alla Capitaneria di Porto, fino alla squadra subacquea di Shoreline, l’impegno congiunto ha permesso di avviare un progetto di enorme valore scientifico, ambientale e culturale.
Nei prossimi mesi, l’attenzione si concentrerà sulla prosecuzione del recupero e sulla valorizzazione finale di questo gigante del mare, simbolo della bellezza e fragilità degli ecosistemi marini.
DI SEGUITO IL VIDEO
RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli correlati
CronacaOstreopsis ovata a Canovella de’ Zoppoli, attivata la fase di allerta
Prudenza, informazione puntuale e monitoraggio costante, mantenendo il fenomeno nelle sue effettive proporzioni. È questa la linea seguita dal Comune di Duino Aurisina dopo la comunicazione di ARPA FVG relativa alla presenza della microalga
CronacaAl via i lavori sul ponte di via Bonomea: il cantiere per riaprire la viabilità
Sono ufficialmente iniziati i lavori di manutenzione e messa in sicurezza sul ponte di via Bonomea . A dare l'annuncio è stato il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, che sui propri canali social ha confermato l'avvio dell'intervento sulla
CronacaTrieste protagonista della nuova rotta del caffè: Kenya, Tanzania ed Etiopia guardano all’Italia
Il Meeting di Rimini ha ospitato il 25 agosto 2026 un panel dedicato al Caffè africano, "Chicchi di Caffè in Africa. Coltivare il talento delle nuove generazioni", organizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della C
CronacaTrieste, auto contro un palo sulla SS 202: intervengono Vigili del Fuoco con autogru e autoscala
Un incidente stradale con un solo veicolo coinvolto ha reso necessario questa mattina, mercoledì 26 agosto 2026 , un importante intervento di messa in sicurezza lungo la SS 202, ex GVT triestina , nel tratto compreso tra le uscite di via Ca
