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Cronaca

IMEC, il corridoio che può moltiplicare i traffici: l’Università di Trieste apre il dibattito

Luca Marsi·
IMEC, il corridoio che può moltiplicare i traffici: l’Università di Trieste apre il dibattito

(cs Bovindo) - Individuare percorsi alternativi, più sicuri ed efficienti per gli scambi tra Asia ed Europa, attraverso le lenti del progetto Indo-Mediterraneo IMEC: questo l’obiettivo della tavola rotonda che si è tenuta ieri, 14 aprile 2026, presso l’Ateneo triestino, promossa da A.N.D.E (Associazione Nazionale Donne Elettrici) e dall’Università degli Studi di Trieste, e a cura di Prof. Massimo CAMPAILLA, Docente di Diritto della Navigazione e dei Trasporti e Senior Partner dello Studio Legale Zunarelli & Associati.

Il progetto IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor) si inserisce nel quadro delle dinamiche geopolitiche in continua evoluzione e della ridefinizione delle principali rotte commerciali internazionali. In questo contesto, l’Italia è destinata a svolgere un ruolo centrale e, in particolare, il porto di Trieste rappresenta un potenziale centro nevralgico di snodi marittimi futuri, considerate la sua posizione geografica e le sue caratteristiche infrastrutturali.

L’Università degli Studi di Trieste, attraverso il coordinamento con A.N.D.E, ha quindi ritenuto fruttuoso aprire uno spazio di confronto sul posizionamento strategico italiano e della città di Trieste nel sistema logistico internazionale. Durante l’incontro, le voci esperte di Cristina AMIRANTE, Assessore regionale alle infrastrutture e territorio, di Ing. Marco CONSALVO, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale – Porti di Trieste e Monfalcone, Dott. Francesco PARISI, Presidente dell’Associazione Trieste Summit e Prof. Giuseppe BORRUSO, Professore di Geografia Economica nell’Università di Trieste, moderate da Prof. Massimo CAMPAILLA, sono entrate in dialogo fra loro per fornire agli ospiti il proprio contributo e prospettiva in materia. La promozione di un incontro come questo all’interno dell’Ateneo ha rappresentato per l’Istituzione e il suo corpo docenti un’occasione significativa per rendere i propri studenti protagonisti del proprio futuro, destinato a evolvere sempre più rapidamente.   

“Il corridoio IMEC, laddove effettivamente realizzato, non sarebbe un’operazione a somma zero per il porto di Trieste, ma avrebbe un effetto moltiplicatore sui traffici. Ciò in quanto il nuovo corridoio presupporrebbe la realizzazione di infrastrutture nella penisola arabica che non solo creerebbero ridondanza rispetto al tradizionale passaggio Mar Rosso / Suez, mettendo i traffici da e per l’Adriatico parzialmente in sicurezza rispetto a tale collo di bottiglia, ma consentirebbero di intercettare nuovi traffici da e per le aree mediorientali attraversate dal corridoio, oltre che da quelle ad esso limitrofe. Per una serie di ragioni, i nuovi interscambi con tali aree, così come l’incremento dei traffici con il nord Africa, vedrebbero un aumento del traffico RORO, più che di quello container.” –afferma il Prof. Massimo CAMPAILLA, Docente di Diritto della Navigazione e dei Trasporti e Senior Partner dello Studio Legale Zunarelli & Associati.

 

“Per tale motivo il porto di Trieste, ma anche, e soprattutto, il retro porto inteso in senso ampio, devono farsi trovare preparati. Il nostro sistema portuale potrà, infatti, trarre beneficio da tale progetto solo reperendo nuovi spazi, rendendo sempre più efficiente lo sfruttamento di quelli esistenti ed implementando ulteriormente la messa a sistema delle infrastrutture interportuali e ferroviarie su cui già oggi tutta la portualità regionale può contare.” –conclude il Professore CAMPAILLA

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