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Cronaca

Il 'riciclo del regalo' a Natale, molti triestini danno seconda vita ai regali non piaciuti

Elisa Sossi·

La filosofia del riciclo non va mai in vacanza, nemmeno a Natale. Infatti, esiste la pratica del 'riciclo del regalo' sfruttata molto più di quanto si possa credere. Panettoni e la pandori che probabilmente hanno fatto il giro della città, spacciati per un dolce pensiero quando invece celano solamente un dolce riciclo. Ma anche calze, guanti, berretti e chi più ne ha più ne metta, dagli improbabili colori e fantasie a tema natalizio, con babbi natale e pupazzi di neve, diventano abilmente il regalo da fare al vicino di casa o all'amico che si incontra una volta all'anno, così da salvare la propria reputazione di persona gentile e premurosa. Sono già stati in molti i triestini che hanno colto la palla al balzo e hanno addirittura postato i regali non piaciuti nei siti di market o nei gruppi social, così da poterci pure guadagnare in termine economici oltre che morali. Altri triestini, invece, senza pensare alla tattica del riciclo, hanno deciso di andare direttamente a cambiare il regalo non apprezzato recandosi nel negozio d'acquisto, così da potersi godere appieno il proprio regalo di Natale. Al giorno d'oggi, con la crisi globale in atto, ricevere un regalo, soprattutto inaspettato, può migliorare la giornata e fa sperare che al mondo esistano ancora anime buone, in un mondo che invece buono non è. Dunque è davvero così importante che quel dono sia stato riciclato, se può farci del bene in ogni caso? Una cosa è certa: una volta regalato, il dono è appartiene a chi lo riceve e automaticamente diventa di sua proprietà, dunque libero di farne ciò che reputa sia meglio in quel momento. Infondo, non esiste il detto "l'importante è il pensiero"?

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