Furto e bivacco su barca, proprietaria: “Hanno dormito a bordo e fumavano davanti a Polizia” (VIDEO)

Una vicenda che ha dell’incredibile quella accaduta nel cuore della notte tra giovedì 3 e venerdì 4 luglio 2025 al Molo Venezia, sulle Rive a Trieste, in pieno cnetro. Cinque giovani – due maggiorenni e tre minorenni, tutti di nazionalità straniera – si sono introdotti a bordo di un’imbarcazione ormeggiata e, dopo averla rovistata da cima a fondo e rubato denaro contante ed effetti personali, hanno trascorso la notte comodamente sistemati nelle cabine e sul ponte.
A raccontare l’accaduto è direttamente la proprietaria della barca, ancora visibilmente scossa: “Hanno messo tutto a soqquadro. Tre si sono infilati nelle cuccette e due si sono piazzati a prua, ben visibili, come se nulla fosse. È stato uno sfregio al buon senso, alle regole, alla legalità”.
L’intervento delle forze dell’ordine è stato tempestivo e professionale: sul posto sono giunte tre volanti della Polizia di Stato, i cui agenti – sottolinea la testimone – si sono dimostrati estremamente gentili ed efficienti. Tuttavia, la reazione dei cinque giovani ha lasciato interdetti tutti i presenti. “Durante la perquisizione – riferisce la proprietaria – i ragazzi erano beatamente seduti a poppa a fumare, come se fossero in gita. Nessun segno di timore o rispetto verso la divisa”.
Nonostante la flagranza del reato – furto, effrazione e occupazione abusiva – le conseguenze giudiziarie sono state minime. Il pubblico ministero ha infatti disposto per i due maggiorenni gli arresti domiciliari fino a lunedì, mentre per i tre minorenni è scattata solo una denuncia a piede libero. “Dopo qualche ora in commissariato – prosegue la donna – erano già nuovamente liberi di girare indisturbati per la città”.
Una vicenda che solleva dubbi e amarezza sulla reale efficacia del sistema di tutela dei diritti dei cittadini onesti, soprattutto quando vittime di atti vandalici o criminali che, pur essendo evidenti, finiscono per essere trattati con leggerezza. La stessa proprietaria si è detta frustrata e incredula: “Sono entrati nella mia barca, l’hanno devastata, hanno dormito, fumato, rubato. E oggi sono liberi. Che messaggio stiamo dando?”
Il Molo Venezia torna così sotto i riflettori per episodi di microcriminalità, in una città che continua a fare i conti con occupazioni abusive, bivacchi e furti. Cresce la preoccupazione tra i proprietari di imbarcazioni e tra chi vive o lavora nell’area portuale, da tempo segnalata per episodi di degrado e mancanza di controlli capillari nelle ore notturne.
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