Fedriga non scioglie le riserve: «Trieste è nel mio cuore, ma deciderà la coalizione» (VIDEO)

Nessuna autocandidatura, nessun annuncio, ma nemmeno una chiusura definitiva. Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga mantiene la prudenza sul suo possibile futuro politico a Trieste e, a margine dell'incontro al Ridotto del Teatro Verdi con il leader di Azione Carlo Calenda, ribadisce che ogni scelta verrà presa collegialmente, all'interno della coalizione.
Le dichiarazioni arrivano dopo le parole di apertura espresse dallo stesso Calenda, che ha riconosciuto in Fedriga un interlocutore moderato e concreto, lasciando intendere la possibilità di un dialogo politico basato sui programmi.
«Se apprezzano il nostro lavoro, significa che abbiamo superato le divisioni»
Commentando le aperture di Calenda, Fedriga ha preferito concentrarsi sul metodo amministrativo adottato in questi anni alla guida della Regione.
«Penso che l'amministrazione regionale abbia dimostrato che affrontiamo i problemi in modo molto concreto», ha dichiarato. «Se anche forze politiche esterne alla coalizione apprezzano quanto abbiamo fatto in Regione, sono contento perché vuol dire che abbiamo superato le divisioni per dare una risposta coerente a tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia».
Il presidente ha aggiunto di voler continuare su questa strada, riconoscendo anche i propri limiti ma rivendicando un approccio pragmatico all'attività amministrativa.
Il futuro a Trieste: «Il mio cuore batte in due direzioni»
Inevitabile la domanda sulla possibilità di una candidatura a sindaco di Trieste.
Fedriga non si è sbilanciato, ricordando quanto già dichiarato nei giorni scorsi.
«Il mio cuore batte in due direzioni: ovviamente per la mia città, Trieste, e l'attività amministrativa mi piace molto. Ma batte anche per la mia forza politica».
Per questo motivo, ha spiegato, una decisione non può essere presa individualmente.
«La scelta non la faccio da solo. La faccio insieme alla mia comunità politica e alla coalizione. Non penso che ci siano persone che decidono per tutti. Credo che il concetto di squadra debba sempre prevalere e quindi decideremo insieme».
«La politica non va personalizzata»
Interpellato sulle parole di Calenda, che ha escluso qualsiasi alleanza con chi dovesse sostenere Roberto Vannacci, Fedriga ha evitato di spostare il confronto sul piano personale.
«Io non voglio personalizzare la politica», ha affermato.
Piuttosto, il presidente ha voluto porre l'attenzione sul metodo con cui vengono affrontati i problemi pubblici.
«Chi promette di risolvere tutto prende in giro i cittadini»
Fedriga ha quindi rivolto una riflessione più ampia sul dibattito politico nazionale.
Secondo il governatore, uno dei principali rischi della politica contemporanea è la continua semplificazione di questioni estremamente complesse.
«Dopo otto anni di governo del Friuli Venezia Giulia mi sono reso conto che chi semplifica problemi complessi con continui slogan elettorali e dice "arrivo io e risolvo tutto" magari prenderà anche qualche voto, ma sta prendendo in giro i cittadini».
Per Fedriga il rapporto tra politica e cittadini deve invece fondarsi sulla trasparenza.
«Dobbiamo raccontare anche le difficoltà e le cose che non si riescono a fare. Bisogna tornare a un rapporto di lealtà con i cittadini. Oggi vediamo partiti che promettono qualunque cosa senza avere nulla da dimostrare. È un messaggio affascinante da ascoltare, ma non risolve i problemi reali».
«Le polemiche del centrosinistra? Mi fanno sorridere»
Fedriga ha commentato anche il dibattito politico nato negli ultimi giorni dopo le ipotesi sul suo possibile futuro a Trieste.
«Le reazioni del centrosinistra mi fanno un po' sorridere», ha osservato.
«Involontariamente abbiamo creato un certo disagio nella loro coalizione, ma non era certamente questo il nostro obiettivo».
Il confronto con Calenda guardando anche allo scenario internazionale
Prima dell'incontro pubblico tra i due, Fedriga ha spiegato di aver scambiato con Calenda soltanto una breve conversazione di cortesia.
Ha quindi anticipato che il dibattito non si sarebbe concentrato sulle vicende locali, ma soprattutto sulle grandi questioni internazionali.
«Parleremo principalmente di politica internazionale e del contesto geopolitico, che oggi è molto complicato e nel quale il Friuli Venezia Giulia ha un ruolo importante anche per la sua collocazione geografica».
L'appuntamento al Ridotto del Teatro Verdi è così diventato anche un'occasione per ribadire la linea politica del presidente della Regione: amministrazione concreta, decisioni condivise all'interno della coalizione e nessuna promessa irrealizzabile. Sul futuro di Trieste, invece, Fedriga lascia la porta aperta ma rinvia ogni scelta ai prossimi confronti con la sua comunità politica.
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