Cabinovia a Trieste, il Comitato No Ovovia: «I numeri sui passeggeri non tornano» (VIDEO)

Uno degli aspetti affrontati con maggiore approfondimento da William Starc durante la trasmissione "Un capo in B", condotta da Elisabetta Batic dal Citybar Tergesteo, riguarda la sostenibilità economica della futura gestione della cabinovia. Secondo quanto illustrato dal leader del Comitato No Ovovia, l'intero impianto sarebbe stato progettato sulla base di stime relative al numero dei passeggeri che il Comitato considera non realistiche. Da questa valutazione derivano le preoccupazioni espresse nel corso dell'intervista sui possibili costi destinati a gravare, secondo la loro analisi, sulle casse pubbliche.
Le previsioni sugli utenti al centro delle critiche
Rispondendo alle domande della conduttrice, Starc ha spiegato che il progetto della cabinovia sarebbe stato dimensionato ipotizzando un flusso di circa 3 milioni e 600 mila passeggeri all'anno.
Secondo il Comitato, proprio questa previsione rappresenta uno degli elementi più critici dell'intero piano economico.
L'architetto ha sostenuto che un numero così elevato di utenti non troverebbe riscontro nella realtà del sistema della mobilità cittadina e che, di conseguenza, tutte le successive valutazioni economiche risulterebbero influenzate da questa ipotesi iniziale.
Il confronto con la linea 6
Per spiegare la propria posizione, Starc ha proposto un confronto con una linea del trasporto pubblico già esistente.
Durante l'intervista ha ricordato che la linea 6 collega Barcola e San Giovanni attraversando diversi quartieri della città, con numerose fermate distribuite lungo il percorso.
Secondo quanto affermato, questa linea trasporta ogni anno circa 3 milioni e 200 mila passeggeri, servendo numerose aree residenziali e commerciali.
La cabinovia, invece, avrebbe previsto soltanto quattro fermate, due delle quali corrispondenti alle stazioni terminali.
Secondo il Comitato, questo confronto dimostrerebbe come le stime relative ai futuri utenti della cabinovia risultino difficilmente compatibili con le caratteristiche effettive del servizio proposto.
La soglia individuata dal Comitato
William Starc ha illustrato anche le elaborazioni effettuate dal Comitato in merito all'equilibrio economico dell'impianto.
Secondo quanto dichiarato nel corso della trasmissione, qualora la cabinovia non fosse riuscita a raggiungere almeno 2 milioni di passeggeri nel primo anno di esercizio, si sarebbe determinata una situazione di forte squilibrio economico.
L'architetto ha spiegato che il Comitato ha elaborato proprie simulazioni partendo da numeri di utenti ritenuti più realistici, compresi tra 800 mila e un milione di passeggeri.
Secondo tali valutazioni, riportate nel corso dell'intervista, il deficit annuale avrebbe potuto raggiungere circa 4 milioni di euro.
L'assenza di un'analisi completa sui costi di esercizio
Un altro elemento evidenziato da Starc riguarda la documentazione economica del progetto.
Nel corso della trasmissione ha sostenuto che, secondo il Comitato, il progetto non sarebbe stato accompagnato da un'analisi completa dei futuri costi e ricavi di esercizio.
L'architetto ha spiegato che proprio questo aspetto rappresentava una delle principali criticità evidenziate nelle osservazioni formulate dal Comitato durante il lungo confronto sull'opera.
Secondo la posizione illustrata, una valutazione economica dettagliata sarebbe stata indispensabile per comprendere la reale sostenibilità dell'investimento nel medio e lungo periodo.
Il peso dell'energia nei costi di gestione
Tra gli esempi richiamati durante l'intervista figura anche il costo dell'energia.
Starc ha ricordato che alcune stime economiche erano state elaborate facendo riferimento ai prezzi energetici di diversi anni fa.
Secondo quanto affermato, l'aumento registrato successivamente nei costi dell'energia avrebbe modificato sensibilmente il quadro economico dell'impianto.
Per questo motivo il Comitato ritiene che le valutazioni economiche iniziali avrebbero dovuto essere aggiornate per riflettere il nuovo contesto dei costi di esercizio.
Le possibili conseguenze per il bilancio comunale secondo il Comitato
Concludendo questo passaggio dell'intervista, William Starc ha ribadito che, secondo il Comitato No Ovovia, un eventuale squilibrio tra costi e ricavi avrebbe comportato la necessità di coprire il disavanzo con risorse pubbliche.
Si tratta della principale preoccupazione economica espressa durante la trasmissione: il timore che la gestione della cabinovia potesse trasformarsi, secondo le valutazioni del Comitato, in un onere stabile per il bilancio comunale qualora i flussi di utenti non avessero raggiunto i livelli ipotizzati dal progetto.
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