Dramma sfiorato in Val Rosandra: tredicenne si tuffa dalla cascata e finisce sulle rocce

Nel pomeriggio di venerdì 4 luglio 2025, tra le 14.50 e le 18, la stazione di Trieste del Soccorso Alpino è intervenuta in Val Rosandra a seguito di un’allerta diramata dalla Sores, in collaborazione con i Vigili del Fuoco e l’elisoccorso regionale, per soccorrere un ragazzo di tredici anni rimasto ferito in seguito a una caduta su un tratto roccioso del torrente.
Il tuffo azzardato e l’impatto contro le rocce
Il giovane si trovava nella zona della cascata del torrente Rosandra, meta spesso frequentata da adolescenti nelle giornate estive. Stando a quanto ricostruito dai soccorritori, il ragazzo si sarebbe lanciato in acqua da un’altezza di circa dieci-dodici metri, ma qualcosa è andato storto: invece di centrare il punto di atterraggio nel bacino d’acqua, ha urtato le rocce sottostanti, finendo poi nel torrente. Un impatto violento che gli ha provocato diversi traumi, tra cui anche un trauma cranico.
Nonostante le ferite, il giovane è rimasto cosciente durante tutte le operazioni di soccorso. Con lui erano presenti alcuni coetanei, testimoni della dinamica.
L’intervento e il salvataggio in elicottero
I soccorritori del CNSAS di Trieste sono giunti a piedi sul posto, raggiungendo il luogo dell’incidente all’interno della forra. Considerate le condizioni cliniche del tredicenne e il fatto che un eventuale trasporto a piedi con la barella avrebbe richiesto circa due ore di cammino in salita, si è deciso di attendere l’arrivo dell’elicottero regionale, che in quel momento era impegnato in un'altra operazione a Claut.
Una volta libero, l’elicottero sanitario ha raggiunto l’area e ha sbarcato l’équipe medica con il verricello, coadiuvata nelle operazioni dal personale del Soccorso Alpino.
Trasferimento d’urgenza a Cattinara
Un’ambulanza era stata nel frattempo fatta convergere al Rifugio Premuda, ma le condizioni del ragazzo hanno richiesto il trasporto aereo diretto verso l’ospedale di Cattinara, dove è stato affidato alle cure dei sanitari per ulteriori accertamenti e trattamenti.
Il pronto intervento e il coordinamento tra le diverse forze in campo hanno evitato conseguenze ancora più gravi. Ancora una volta, la Val Rosandra si conferma una zona di grande fascino ma anche estremamente pericolosa se non affrontata con consapevolezza e prudenza, soprattutto da parte dei più giovani.
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