Dentro la Notizia, il grido di dolore: Paolo si toglie la vita a 15 anni per colpa dei bulli

Un dolore immenso, una vita spezzata troppo presto. È il dramma di Paolo, 15 anni ancora da compiere, raccontato nella puntata di Dentro la Notizia su Canale 5, condotta da Gianluigi Nuzzi. Il ragazzo si è tolto la vita nel suo paesino di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, impiccandosi con la corda di una trottola due ore prima dell’inizio della scuola.
Secondo i familiari, la causa scatenante sarebbe stata il bullismo subito per anni dai compagni di classe. Di dodici compagni, solo uno si sarebbe presentato al funerale.
le passioni spezzate di un ragazzo speciale
Paolo era un ragazzo solare, con tante passioni: amava cucinare, pescare con il padre, suonare la chitarra e sognava di diventare una rockstar. Portava i capelli biondi un po’ lunghi, che però decise di tagliare nella speranza di fermare le cattiverie e i soprannomi offensivi che lo perseguitavano: “Paoletta, femminuccia”, lo deridevano i bulli.
La famiglia ha raccontato come, ad ogni passaggio scolastico, siano state presentate lettere e segnalazioni agli istituti, ma senza risultati concreti.
il dolore della famiglia e l’indagine della procura
Il fratello maggiore ha scritto una lettera al ministro Valditara e alla presidente del Consiglio chiedendo un impegno più forte contro il bullismo, affinché tragedie come quella di Paolo non si ripetano.
Intanto la Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, con l’obiettivo di accertare se i comportamenti subiti a scuola abbiano avuto un ruolo determinante nel gesto estremo del giovane.
un fallimento collettivo
“Il saluto a Paolo è un fallimento di tutti”, hanno ribadito i familiari durante la trasmissione. Una frase che pesa come un macigno e che richiama alla responsabilità collettiva: quella degli insegnanti, delle istituzioni, dei compagni, degli adulti che non hanno saputo fermare le angherie.
Un monito che deve trasformarsi in azione concreta: nessun ragazzo deve più pensare che chiudersi in una stanza con una corda sia l’unica via d’uscita.
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