Dal Banco alla Corsia: il futuro dell’Infermieristica al Deledda Fabiani

Cosa significa essere un infermiere nel 2026? È una missione, una professione intellettuale o una sfida contro un sistema in crisi? Di questo e molto altro si è discusso nell’aula magna dell’Istituto Deledda Fabiani, dove circa 50 studenti delle classi quinte (indirizzo biologico-sanitario) hanno partecipato a un seminario di orientamento d’eccellenza. L’evento ha visto la partecipazione di Manuel Cleva, membro del direttivo nazionale della SIIET (Società Italiana Infermieri di Emergenza Territoriale), e Giorgio Jurkic, vicepresidente dell’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) di Trieste. Una professione ai "minimi termini", ma con prospettive massime. L’incontro si è aperto con un’analisi schietta della realtà attuale. Jurkic e Cleva non hanno nascosto le criticità di un periodo storico complesso, definito "ai minimi termini" per attrattività e risorse. Tuttavia, hanno illustrato come la figura dell’infermiere sia evoluta negli ultimi 40 anni: da mero esecutore di compiti a professionista autonomo, pilastro insostituibile della società moderna. "L’infermiere oggi non è più chi esegue solo una prescrizione, ma chi gestisce processi complessi di cura, con una responsabilità clinica e decisionale sempre crescente" è emerso durante il dibattito.
Il nuovo percorso accademico: arrivano le Magistrali Cliniche
Uno dei momenti più significativi è stato l'approfondimento sull’offerta formativa universitaria. Oltre alla Laurea Triennale, gli esperti hanno tracciato la rotta per chi vuole puntare all'eccellenza: Master di 1° e 2° livello per la specializzazione tecnica, Lauree Magistrali per la dirigenza e la ricerca e Magistrali a indirizzo clinico: una novità normativa cruciale, approvata di recente dal Governo, che permetterà agli infermieri di acquisire competenze avanzate e maggiore autonomia nella gestione dei pazienti.
Una carriera a 360 gradi
Dall'emergenza-urgenza (core business della SIIET) alla medicina del territorio, gli sbocchi professionali sono stati illustrati a tutto tondo. Non solo ospedale, dunque, ma anche Infermieristica di Famiglia e Comunità, per una sanità di prossimità, Settore privato e libera professione, Ricerca scientifica e docenza universitaria.
Un ponte verso il futuro
Per gli studenti del Deledda Fabiani, già vicini al diploma biologico-sanitario, l’incontro ha rappresentato un’occasione unica per guardare oltre i libri di scuola. La presenza della SIIET, già nota all’istituto per le formazioni degli anni passati, ha confermato l'importanza di un dialogo costante tra istruzione superiore e ordini professionali. L'infermieristica di domani ha bisogno di giovani preparati, consapevoli e pronti a cogliere le sfide di una sanità che sta cambiando pelle. E il Deledda Fabiani, ancora una volta, si dimostra in prima linea nel preparare i suoi allievi al mondo reale.
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