Crisi Flex, 350 lavoratori a rischio: proteste e appelli per il futuro di Trieste
Questa mattina, davanti ai cancelli della Flextronics, si è svolto un presidio organizzato dalle sigle sindacali, in concomitanza con lo sciopero indetto per protestare contro il piano di disimpegno dell'azienda dal sito locale. Alla manifestazione hanno preso parte delegazioni di lavoratori di altre aziende in crisi, come Tirso e U-Blox, e rappresentanti politici e istituzionali.
Tra questi, una delegazione del Partito Democratico composta da Roberto Zingirian, Manuela Mandler e Fiorella Benčič, membri della segreteria provinciale, ha portato la propria solidarietà ai lavoratori. "Dimostriamo la nostra indignazione per come Flex sta portando avanti il suo piano di disimpegno, senza garanzie per i lavoratori e senza rispettare gli accordi presi con il fondo tedesco," hanno dichiarato.
L’appello del PD per salvare l’industria triestina
Roberto Zingirian, coordinatore del forum lavoro del PD, ha espresso forte preoccupazione per la crisi industriale che colpisce il territorio triestino: "TIRSO, FLEX e U-Blox sono solo le ultime crisi, ma il declino industriale dura da anni. Il rischio di una desertificazione industriale è concreto. Trieste non può vivere solo di turismo e logistica: serve una nuova mobilitazione cittadina e un cambio di rotta da parte dell’amministrazione locale, che continua a restare immobile di fronte a queste situazioni."
Zingirian ha inoltre auspicato che il tavolo ministeriale convocato per affrontare la questione della Flex possa fornire chiarezza sul futuro dei 350 lavoratori coinvolti, sottolineando la necessità di un piano concreto per salvaguardare il tessuto industriale della città.
L’impegno della Regione Friuli Venezia Giulia
Anche l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, era presente al presidio per ribadire l’attenzione della Regione verso le crisi industriali di Trieste. Rosolen ha dichiarato: "Lavoriamo quotidianamente su queste tre crisi: Flex, Tirso e U-Blox. Sono al centro delle nostre iniziative per individuare ipotesi di reindustrializzazione che tutelino la continuità produttiva e l’occupazione. Attraverso gli strumenti previsti per le aree di crisi industriale complessa, stiamo facendo tutto il possibile per supportare i lavoratori."
Un futuro incerto per l’industria triestina
La situazione della Flextronics e delle altre aziende in crisi rappresenta un punto critico per Trieste, dove la chiusura di importanti realtà produttive rischia di impoverire ulteriormente il tessuto economico e sociale. Mentre i lavoratori attendono risposte concrete dai tavoli istituzionali, cresce la richiesta di una maggiore mobilitazione e di un impegno condiviso tra amministrazioni, politica e comunità per evitare un ulteriore declino industriale della città.
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