mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Cerimonia Giorno della Memoria, rabbino: “Dove sono i giovani e le scuole?”, appello durante cerimonia

Luca Marsi·
Cerimonia  Giorno della Memoria, rabbino: “Dove sono i giovani e le scuole?”, appello durante cerimonia

Nel corso della cerimonia del Giorno della Memoria alla Risiera di San Sabba, il rabbino di Trieste Eliahu Alexander Meloni ha offerto una riflessione ampia e profonda sul significato della memoria e sulla responsabilità collettiva della società. Nel suo intervento, il rabbino ha richiamato il senso storico della giornata, ricordando come negli anni Duemila sia stata istituita una ricorrenza ufficiale per custodire il ricordo della Shoah.

“La Shoah, il genocidio, non è una mera questione di numeri”, ha affermato, ricordando i sei milioni di ebrei uccisi, ma anche le altre vittime delle persecuzioni naziste: “Non dimentichiamo altri cinque milioni di omosessuali, di handicappati, di sinti, di rom che sono stati uccisi”.

“Non fu solo guerra, ma partecipazione della società”

Nel suo discorso, Meloni ha sottolineato come il genocidio non sia stato soltanto un atto bellico, ma il risultato di una partecipazione diffusa della società. “Quello che ha provocato il genocidio non è solo un atto bellico, è una partecipazione di tutta la società”, ha detto, evidenziando come in quel contesto “l’essere un uomo di coscienza, essere un uomo etico, era un’eccezione”, definendo questa condizione “drammatica”.

Il rabbino ha posto l’accento su un aspetto che considera un equivoco diffuso: “Si è pensato che questo giorno fosse un giorno della memoria per gli ebrei. Non è così”. Secondo Meloni, il Giorno della Memoria deve essere inteso come “il giorno in cui si ricorda che cos’è la coscienza dell’umanità”, un momento che riguarda tutti, non soltanto il mondo ebraico.

“Un giorno per la coscienza di tutti”

“È il giorno per la coscienza di tutti”, ha ribadito, invitando a riflettere sul significato profondo della ricorrenza. Il richiamo è stato anche alla figura dei “giusti tra le nazioni”: “Il giusto nella nazione non è un’eccezione, può essere tutti noi”.

Meloni ha poi rivolto una domanda diretta sul ruolo delle nuove generazioni: “Dove sono i giovani? Dove sono le scuole?”. Pur riconoscendo che in un giorno lavorativo molte persone siano impegnate, ha insistito sull’importanza della presenza delle scuole, ritenuta centrale per trasmettere consapevolezza e combattere l’antisemitismo fin dall’inizio del percorso educativo.

Ricordare anche la resistenza

Nel suo intervento, il rabbino ha evidenziato che la memoria non deve riguardare solo le vittime, ma anche chi ha resistito. “Il Giorno della Memoria non è il giorno in cui si ricordano gli ebrei morti”, ha detto, aggiungendo che è importante ricordare “anche gli ebrei che hanno combattuto”. Ha citato in particolare Varsavia, i resistenti ebrei e i combattenti della brigata ebraica, come esempi di risposta attiva di fronte alla distruzione.

Secondo Meloni, la memoria deve mostrare che “anche quando c’è l’intento politico di distruggere un popolo, questo popolo resiste”. Il fallimento dell’epoca del nazifascismo, ha sottolineato, è stato “l’assenza della società”, e proprio per questo oggi, per contrastare l’antisemitismo, è necessario non essere assenti ma “rispondere presenti”.

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