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Cronaca

Anna Cisint è chiara: "In piazza della Repubblica non si prega"

Luca Marsi·
Anna Cisint è chiara: "In piazza della Repubblica non si prega"

“In Piazza della Repubblica non si prega. 

Lo avevamo annunciato questa mattina e la Questura di Gorizia lo ha poi decretato.

Ribadisco nel modo più assoluto, per smentire le vergognose affermazioni sul divieto di preghiera, che l’azione posta in essere dall’amministrazione non sia attinente alla questione “libertà religiosa”, bensì concerne il rispetto delle norme urbanistiche e quelle relative all’ordine, alla sicurezza e all’incolumità pubblica. 

Il nodo fondamentale è la difesa dello stato di diritto e delle leggi che devono avere valore obbligatorio, imparziale e universale, nell’interesse generale del convivere civile e della legalità.

Le comunità islamiche, nell’annunciare che sarebbero scese in piazza della Repubblica a pregare pur non avendo alcuna autorizzazione, hanno compiuto un atto di grave sfida rivolta non solo al sindaco di Monfalcone ma anche a tutta la comunità monfalconese, del Friuli Venezia Giulia e del nostro Paese.

Questa è la modalità di operare che hanno più volte espresso: “Prego dove voglio e quando voglio”, ma in Italia non funziona così. In Italia esistono delle leggi che vanno rispettate da tutti.

Se la loro esigenza di trovare un luogo per pregare era così urgente, come mai hanno atteso 58 giorni prima di impugnare l'ordinanza di ripristino della destinazione d’uso dei luoghi? Come mai non hanno verificato se nei paesi vicini esistono degli spazi che possono essere adibiti al culto? 

L'Italia è ancora un paese di diritto?

Qui si sta dimostrando come una comunità, che costituisce una minoranza all’interno dell'intera popolazione, voglia imporre la propria cultura e la propria religione al resto del Paese; un Paese che vuole restare democratico, nel rispetto delle sue norme, e noi stiamo combattendo questa modalità arrogante e irrispettosa delle leggi italiane”.

 

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