Triestina, piuomenopositivi#7: Arma e Mensah campioni di umanità e solidarietà
Un'esperienza di grande umanità che tutti i protagonisti porteranno dentro a lungo, un'emozione che ha arricchito i nostri ragazzi e che ha suscitato gioia e curiosità in chi li ha incontrati. Mattinata di grande spessore umano e rilevanza sociale, quella che ha visto coinvolti i giocatori della Triestina Rachid Arma e Davis Mensah, nell'ambito dell'iniziativa "Piuomenopositivi #7", promossa ed organizzata dal Dipartimento delle dipendenze, diretto da Roberta Balestra. In occasione del 1° dicembre 2017, Giornata Mondiale di Lotta all'AIDS, il Dipartimento delle Dipendenze dell'ASUITS ha infatti organizzato una quattro giorni consistente in una serie di incontri d'interesse culturale e sociale in coorganizzazione con il Comune di Trieste ed il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Accompagnati dalla Direttrice del Dipartimento delle dipendenze, Roberta Balestra, e dal giornalista Ivan Compasso, i due giocatori alabardati hanno prima incontrato quasi un centinaio di detenuti nella Casa Circondariale di Via del Coroneo, per poi spostarsi successivamente nel rione di Ponziana, in una delle dieci strutture facenti parte del progetto Microarea, a supporto di persone bisognose d'aiuto per problematiche sociali e sanitarie. In questi due incontri, Rachid e Davis hanno parlato delle loro storie di vita prim'ancora che delle rispettive carriere, spaziando dai ricordi legati all'infanzia e alla famiglia a quelli inerenti i sacrifici fatti per intraprendere il percorso verso il calcio professionistico. Incalzati dalle domande non solo di Ivan Compasso ma anche dalla sincera e spontanea curiosità dei detenuti e delle persone incontrate presso la Microarea di Ponziana, i nostri ragazzi hanno dialogato, scambiato battute, risposto ad ogni tipo di domanda, suscitando simpatia ed unanimi consensi. Dalle storie di vita alle prospettive e speranze per la stagione calcistica in corso, con semplicità, serietà ma anche ironia, Rachid e Davis hanno aperto il loro cuore mostrando una sensibilità degna di persone di grande spessore umano, prim'ancora che professionale, al cospetto di due platee differenti ma accomunate da difficili situazioni esistenziali.
La mattinata è terminata poi con un pranzo conviviale a base di ricette etniche preparato dai volontari dell'ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà), degna conclusione di un'esperienza che ha arricchito i ragazzi della Triestina e chi li ha incontrati, e che difficilmente potrà essere scordata.
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