domenica 12 luglio 2026
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Zaki emozionante a 'Che Tempo Che fa': 'Ho resistito grazie alle vostre proteste'

Luca Marsi·
Zaki emozionante a 'Che Tempo Che fa': 'Ho resistito grazie alle vostre proteste'

"Sto bene, mi fa davvero molto piacere essere qui. Abbiamo parlato di quanto sarebbe stato bello questo momento, io ti dissi 'Voglio venire qui quando tornerò in Italia'". ZCosì Patrick Zaki a Fabio Fazio ospite ieri sera di Che tempo che fa sul Nove dove ha presentato anche il suo libro "Sogni e illusioni di libertà. La mia storia": "Nel libro parlo di quello che mi è successo, non c'è nulla di non vero. Dobbiamo assumerci dei rischi e delle responsabilità, io voglio sempre continuare a parlare di questo argomento proprio perché voglio migliorare la condizione degli altri prigionieri e far sì che siano rilasciati il più rapidamente possibile, quando ho scritto il libro l'ho fatto per questo. Sono un essere umano e quindi ho paura, certo, ma a volte ti rendi conto che hai il dovere di fare qualcosa per aiutare gli altri e per aiutare te stesso". Sul suo arresto in Egitto il 27 febbraio 2020: "Le prime ore sono sempre le più pericolose per chiunque venga arrestato. In quel momento volevo resistere perché sapevo che era il momento più difficile. Puoi cedere, sei potenzialmente soggetto a tortura fisica e psicologica, non sai dove sei, non hai la più pallida idea di dove ti stanno portando, perdi il controllo di tutto. È stato il momento più difficile. E poi anche la tortura psicologica in prigione non è semplice. Voglio parlare del lato umano della storia, di come sono riuscito a resistere", "nel cosiddetto settore di brutalizzazione c'erano delle gabbie per persone che avevano problemi medici, venivano messi in queste stanze piccolissime, non so come si possa trattare un essere umano in questo modo, eravamo tutti un po' come gli animali nelle gabbie, è davvero una sensazione di brutalizzazione". Inoltre ha aggiunto: "Sapevo un po' quello che succedeva esternamente, vedevo due poliziotti che si parlavano e raccontavano di me e di quello che succedeva in Italia, e quando lo dicevano di fronte a me pensavo 'C'e qualcuno che sta facendo qualcosa per me in Italia, molto probabilmente l'amministrazione sta facendo qualcosa, la gente sta protestando per sostenermi'. Poi qualche giorno dopo ho sentito che stavano succedendo cose davvero importanti qui in Italia. Ho resistito proprio per questo, mia moglie, la mia famiglia, i miei amici, tutti quelli che hanno lottato per me in questi 3 anni in Egitto sono il motivo principale per cui sono riuscito a resistere e per cui sono libero oggi. Le lettere che ho ricevuto dai ragazzi italiani, che mi chiedevano di resistere perché volevano poi incontrarmi, anche questo mi ha aiutato tantissimo. Ho continuato a dirmi che dovevo tornare in Italia per parlare alle nuove generazioni per fare in modo che il mondo sia un posto migliore per tutti". Su un secondino che senza motivo lo ha colpito con un vassoio sulla schiena: "Questa cosa mi colpisce ancora adesso, a volte mi rendo conto che la gente è violenta per il gusto di esserlo, senza nessun motivo, invece la violenza crea ulteriori problemi. Questa persona era violenta perché ascoltava i media in Egitto che dicevano che ero una spia, qualcuno che andava contro il Paese". E ancora: "Ad un certo punto ho pensato che sarei rimasto molto più lungo, magari 10 anni, cercavo di lottare, speravo che le cose potessero risolversi ma in prigione l'umore fluttua, a volte stai meglio perché qualcuno viene rilasciato, altre volte cadi in depressione perché non viene rilasciato più nessuno". In carcere giocava a scacchi con pedine fatte col sapone con un altro detenuto… "È stato uno dei modi per passare il tempo in prigione, il nemico peggiore in prigione è il tempo che ti uccide, che non passa mai, devi trovare delle tattiche per andare avanti, lo fanno tutti i prigionieri". Sul futuro dell'Egitto: "Lavoreremo sempre per avere un Paese migliore, più democratico, con maggiori libertà. Questo è il mio sogno per il mio Paese, continuerò a lottare in questa direzione, continuerò a cercare di migliorare la situazione del mio Paese. Quello che ho fatto per la tutale dei diritti umani continuerò a farlo perché tutti possano vivere in una situazione migliore. Spero davvero sia possibile". (redm)

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