“Va in m*na” in vetrina: il souvenir veneziano che parla ai cuori triestini

Durante una sosta nel Duty Free dell’aeroporto di Venezia, un triestino ha notato un gadget che lo ha fatto sorridere: una pochette con la scritta “Va in Mona”. Per i triestini, questa espressione non è affatto nuova; infatti, "va in mona" è un modo di dire usato quotidianamente anche a Trieste, dove ha assunto un tono quasi affettuoso, un po’ come un invito scherzoso a lasciar perdere o a prendere le cose con filosofia.
Un souvenir che parla la lingua della laguna e dell'Adriatico
Non poteva che trovarsi in bella vista tra i gadget del Duty Free, tra tazze con scritte sullo spritz e cicchetti e altre tipicità venete. Ma è proprio questa pochette a spiccare, un piccolo “omaggio” al linguaggio diretto che accomuna Venezia e Trieste. Per chi è del posto, è impossibile non sorridere di fronte a un’espressione così iconica e usata nel quotidiano.
Una battuta che unisce due città e i loro dialetti coloriti
I triestini, abituati a un dialetto altrettanto schietto, apprezzano l'ironia e l'espressività del veneziano, e "va in mona" è l’esempio perfetto di come le parole possano unire le culture. Con la stessa ironia, è un invito a prendere la vita con leggerezza, magari tra una risata e un brindisi condiviso tra amici.
Un gadget da portare a casa con il sorriso
"Va in Mona" è più di un semplice souvenir: è un pezzo di cultura popolare che racchiude l'anima irriverente del nord-est italiano. Per chi visita Venezia o Trieste, è un piccolo ricordo di quella simpatia schietta che accomuna i due popoli dell’Adriatico, sempre pronti a scherzare con affetto e a prendersi poco sul serio.
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