Usa: "Wsj", messa al bando TikTok potrebbe innescare battaglia legale sul Primo emendamento
(Nova) - La legge bipartisan approvata la scorsa settimana dalla Camera dei rappresentanti statunitense, che obbligherebbe la societa' cinese ByteDance a cedere la proprieta' del social media TikTok, minacciando in caso contrario di mettere al bando la piattaforma negli Stati Uniti, potrebbe innescare una dura battaglia legale. Lo scrive il quotidiano "Wall Street Journal", secondo cui il controverso provvedimento della Camera potrebbe costringere i tribunali statunitensi a porre sul piatto della bilancia le ragioni di sicurezza nazionale citate dal Congresso e la liberta' di espressione garantita dal Primo emendamento della Costituzione a TikTok e ai suoi utenti. Secondo il quotidiano, a fronte della scelta tra cedere TikTok o subire la messa al bando negli Usa, ByteDance "potrebbe scegliere una terza via: intentare causa al governo" degli Stati Uniti.
Il "Wall Street Journal" ricorda che da tempo gli Stati Uniti pongono limiti alla proprieta' straniera di emittenti radio e televisive, ma una misura analoga non e' mai stata intrapresa nei confronti di una piattaforma internet utilizzata per comunicare da milioni di cittadini statunitensi. Il quotidiano sottolinea inoltre che in precedenti casi riguardanti TikTok, giudici Usa hanno gia' stabilito che pubblicare e consumare contenuti sulla piattaforma rientra nel diritto costituzionale di espressione dei suoi utenti. Cio' significa, secondo il quotidiano, che nell'eventualita' di una battaglia legale il governo Usa "non potra' limitarsi a mostrare che la legislazione promuove gli interessi Usa prevenendo indebite influenze cinesi o l'accesso ai dati statunitensi": qualunque limitazione ai diritti sanciti dal Primo emendamento dovrebbe invece poggiare sulla dimostrazione "che misure meno drastiche non sarebbero sufficienti".
L'ex segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha dichiarato la scorsa settimana all'emittente "Cnbc" di aver iniziato ad assemblare un consorzio per rilevare le attivita' della popolare app TikTok negli Stati Uniti. L'annuncio e' giunto all'indomani dell'approvazione da parte della Camera dei rappresentanti di un disegno di legge che impone alla societa' madre, la cinese ByteDance, di vendere le operazioni di TikTok negli Usa entro 165 giorni, periodo trascorso il quale l'app sara' bandita nel Paese. Il provvedimento, che gode anche del favore della Casa Bianca, e' passato ora all'esame del Senato. "Credo che il disegno di legge debba essere approvato e che (TikTok) vada venduta. E' un grande affare e sto cercando di mettere assieme un gruppo (di investitori) per l'acquisto", ha dichiarato Mnuchin, alla guida del Tesoro tra il 2017 e il 2021, sotto la presidenza di Donald Trump.
Il testo e' passato il 13 marzo alla Camera dei rappresentanti con 352 voti favorevoli e 65 contrari. La proposta gode di sostegno bipartisan, alla luce delle preoccupazioni del Congresso per i rischi derivanti dall'accesso di una societa' controllata dal governo cinese ai dati personali dei cittadini Usa. Al Senato pero' sono in diversi ad avere espresso dubbi in merito al provvedimento, lamentando presunte violazioni della liberta' di espressione dei cittadini statunitensi attivi sulla piattaforma. A opporsi al disegno di legge e' anche l'ex presidente Trump, secondo cui la messa al bando di TikTok farebbe "impazzire" diverse persone e "darebbe un vantaggio a Facebook, che e' un nemico dei cittadini", come dichiarato dallo stesso leader repubblicano lunedi' 11 marzo alla "Cnbc".
Mnuchin e' attualmente alla guida di Liberty Strategic Capital, un fondo d'investimento privato di base a Washington con attivita' legate soprattutto all'alta tecnologia e ai servizi finanziari. Liberty ha gia' contatti con ByteDance. Uno dei soci del fondo, Masa Son, ha investito nel 2018 nella compagnia cinese attraverso il suo SoftBank Vision Fund. TikTok e' utilizzato negli Stati Uniti da circa 170 milioni di utenti, ma finora il suo amministratore delegato Shou Zi Chew ha sempre escluso l'ipotesi di una vendita. L'ultimatum concesso dalle autorita' legislative statunitensi e' stato duramente criticato nelle ultime ore anche dal portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, secondo cui il disegno di legge e' indicativo di una "logica da rapinatori". (Was)
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