Unesco, "Canto Lirico Italiano" iscritto in lista del patrimonio immateriale
L'Opera Lirica, il Melodramma, il Recitar cantando e il Belcanto diventano patrimonio Unesco. Il via libera è arrivato da Kasane (Botswana) nel corso della 18esima sessione del Comitato per il Patrimonio Culturale Immateriale. I 24 Stati membri (Angola, Bangladesh, Botswana, Brasile, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Repubblica Ceca, Etiopia, Germania, India, Malesia, Mauritania, Marocco, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica di Corea, Ruanda, Arabia Saudita, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Uzbekistan e Vietnam) - in rappresentanza dei 181 Stati contraenti - hanno votato favorevolmente per inserire "L'Arte del Canto Lirico Italiano" nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. "Un grande riconoscimento di cui dobbiamo essere orgogliosi", ha commentato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità riconosce e promuove la diversità delle pratiche culturali e del know-how delle comunità. Ad oggi sono state iscritte 567 pratiche da 136 Paesi e 5 regioni geografiche. L'iscrizione incoraggia tutte le parti interessate ad attuare misure di salvaguardia in stretta collaborazione con gli operatori del settore. "L'arte del canto lirico italiano - si legge nel dossier di candidatura - riguarda l'insieme di abilità e tecniche relative a valorizzare la proiezione della voce umana con una modalità fisiologicamente controllata, in determinati spazi acustici delimitati naturali o tradizionali, di forma architettonica e materiale acusticamente risonante, intervenendo sulla capacità portante della voce. Essa si basa sull'uso combinato, equilibrato, più o meno consapevole, di tre diversi organi anatomici, i quali, pur funzionando contemporaneamente, hanno scopi e funzioni/meccanismi diversi: un mantice che può regolare intensità, durata e pause dell'emissione (apparato respiratorio), una sorgente di suono con altezza di emissione regolabile (laringe corde vocali), un filtro inverso che rinforza o attenua le vibrazioni armoniche emesse e determina dei punti di risonanza (tratto vocale). L'incontro con l'articolazione dei fonemi della lingua italiana facilita ulteriormente questo coordinamento perché l'italiano è un tipo di connected speech. L'evoluzione in arte a partire dalla parola cantata è documentata dalla stessa terminologia didattica e pedagogica che si è sviluppata intorno a questa tradizione, perché essa mantiene termini italiani - legato e staccato, ma anche messa di voce, trillo, squillo, picchiettato, appoggio, etc. - con significato unico e condiviso in tutto il mondo. Altra caratteristica tipicamente italiana dell'elemento è la mimica, facciale e gestuale, che si accompagna all'emissione del suono. Pur nell'universalità della mimica delle espressioni, l'italiano ricorre con spontanee facilità e frequenza a un linguaggio mimico e gestuale, facciale e corporeo, che meglio sostiene l'emissione cantata e ne facilita la condivisione degli archetipi emotivi con il pubblico, di qualunque provenienza esso sia"
Nel canto lirico italiano, il testo cantato si associa a questi elementi con una reiterazione che nel tempo ha originato una tradizione dai tratti specifici, modulati sia sulla base del repertorio stilistico di riferimento (Opera, Musica Sinfonica, Musica Sacra e da Camera) che in funzione dell'ambiente di destinazione. Accanto ad una distribuzione, avvenuta storicamente anche in spazi "naturalmente predisposti" come arene, piazze, piccoli avvallamenti, cave, l'uomo ha cominciato a intervenire attivamente sul paesaggio e sull'urbanistica realizzando spazi tecnicamente attrezzati ed efficienti. La performance musicale sacra nel corso dei secoli ha modificato l'arredo e l'articolazione dei luoghi di culto per ottimizzare la diffusione, il colore e la rilevanza dell'Elemento (p.e. cantorie). Emblematico il caso del Teatro all'italiana (nato in Italia e preso a modello in tutto il mondo) che si può considerare nella sua globalità come un vera e propria cassa acustica progettata attorno all'arte del canto lirico. Il sistema del Teatro all'italiana va diffondendosi e poi evolvendosi nel corso della prima metà del XVII secolo. Nel Teatro all'italiana, la sala non è più rettangolare come nei teatri di corte ma si allunga, prendendo la forma a ferro di cavallo (in alcune varianti di una ellisse o di una campana). La sala è completamente chiusa, con volta concava alla sommità. La volta non è rigida: realizzata normalmente in cannicciato sospeso e intonacato vibra per consentire il riverbero e l'amplificazione delle frequenze dello spettro acustico vocale. La piantazione della sala può essere di forma varia, ma sempre profondamente concava. A seconda della profondità e dalla foggia dell'incurvatura può assumere forme dette a "ellissi", a "U" a "campana" o -più comunemente- a "ferro di cavallo".(AgenziaCULT) - (nln)
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