Trump si dichiara di nuovo non colpevole e attacca Biden
Piovono accuse ed incriminazioni su Donald Trump ma il tycoon continua ad arringare le folle e lanciare provocazioni e strali contro Joe Biden e la giustizia americana. Mentre il procuratore speciale Jack Smith, l'uomo che ha inchiodato il tycoon con l'accusa più pesante, ha chiesto di limitare il suo spazio d'azione e di parola nel timore che possa intimidire i testimoni o influenzare il grand giurì. "Il 2024 è la battaglia finale: abbiamo bisogno di un'altra incriminazione per vincere le elezioni", ha tuonato l'ex presidente da un palco in Alabama, il suo primo comizio dopo la comparizione in tribunale a Washington per rispondere dell'accusa di aver tentato di sovvertire il risultato del voto nel 2020 e provocato l'assalto a Capitol Hill. "Gli unici diritti civili che sono stati violati in questa vicenda sono i miei. Biden è un incompetente al quale non dovrebbe essere consentito di essere presidente", ha attaccato Trump in un discorso insolitamente breve per i suoi standard. Solo poche ore prima era stato colpito da nuove accuse nell'ambito dell'indagine sulle carte segrete, tra le quali quella di aver consapevolmente conservato a Mar-a-Lago informazioni riservate sulla difesa nazionale americana e, ancora una volta, l'ex presidente si è dichiarato non colpevole. D'altra parte i numeri sono dalla sua parte e nei sondaggi resta di gran lunga il candidato preferito dagli elettori repubblicani. Se ne sono accorti persino i sostenitori del suo avversario più temibile, almeno sulla carta, Ron DeSantis sempre più isolato, tanto che il suo maggior donatore, l'imprenditore alberghiero Robert Bigelow, ha annunciato che non sborserà più un soldo finché il governatore della Florida "non adotterà un approccio più moderato". DeSantis prova a rilanciare accusando il tycoon di "essere infantile" e sostenendo che "ci sono milioni di repubblicani che non voteranno per un candidato che si comporta così". Intanto, nella tarda serata di venerdì Smith ha presentato alla giudice Tanya Chutkan una denuncia contro un minaccioso post di Trump chiedendo di porre dei limiti su quello che l'ex presidente è autorizzato a dire pubblicamente rispetto ai vari procedimenti legali che sta affrontando. Nella frase in questione, pubblicata sul social media Truth il giorno dopo la comparizione in tribunale a Washington, il tycoon dichiara: "Se tu vai contro di me io ti vengo a cercare", a caratteri maiuscoli con tanto di punto esclamativo. Un portavoce di Trump ha sminuito il post definendolo un commento "politico" ma secondo il procuratore speciale la frase mette in evidenza il rischio che egli possa, durante il processo, pubblicare dettagli del caso o trascrizioni del gran giurì con "un effetto dannoso sui testimoni e sull'equa amministrazione della giustizia". Tra le restrizioni chieste da Smith c'è di impedire agli avvocati di Trump di fornirgli copie dei documenti più "sensibili", come le informazioni sui testimoni o le trascrizioni degli interrogatori. La giudice ha concesso al team legale del tycoon fino alle 17 di lunedì per esprimersi sulla mozione del procuratore. (ANSA). GUE
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