Triestino: “Cosiddetta accoglienza ormai fuori controllo. Consiglio a triestini di trasferirsi in Slovenia”

Un nostro lettore, esasperato dalla situazione in città, ci ha inviato una segnalazione dura ma sincera, in cui denuncia apertamente il degrado che – a suo dire – sta investendo Trieste a causa della gestione dell’accoglienza dei migranti.
«Come ampiamente documentato dalla vostra splendida testata – scrive – l’accoglienza, tanto cara alle associazioni per motivi di lucro, è diventata un problema serio per tutta la popolazione». Parole forti, accompagnate da esempi concreti: «Le risse si susseguono quotidianamente, anche in pieno centro, tra la gente. Persino in piazza Unità, che dovrebbe essere il nostro fiore all’occhiello per i turisti, ormai succede di tutto».
Una città turistica che fatica a mantenere l’ordine
Il lettore punta il dito contro le istituzioni e la politica: «In una città che si definisce turistica solo perché arrivano le navi da crociera, i politici e chi dovrebbe intervenire se ne fregano. Gli arrivi quotidiani sono sottostimati o falsati: basta andare fuori dalla Questura alla mattina per rendersi conto della realtà. Ci sono almeno 200 persone ogni giorno in attesa».
Secondo la testimonianza, la città convivrebbe ormai con una presenza etnicamente frammentata e difficile da gestire: «Abbiamo almeno 20 etnie diverse che si odiano da anni, e che si ritrovano a convivere nello stesso spazio urbano, creando tensioni continue».
“Degrado ai massimi livelli, nessuna soluzione concreta”
L’autore della segnalazione non risparmia critiche: «Il degrado, come ampiamente dimostrato anche dai vostri articoli, è ai massimi livelli. E tutto questo peggiora ogni giorno di più, senza che si intravedano soluzioni concrete. Nessuno vuole vedere come stanno veramente le cose. Si pensa solo al profitto: c’è chi guadagna milioni da questo sistema».
“Ai triestini consiglio di traslocare in Slovenia”
Infine, l’amara provocazione: «Consiglio ai triestini di traslocare in Slovenia, dove queste cose non succedono. E siamo sempre in Europa, quindi si può fare. Là c’è ordine, sicurezza e rispetto. Purtroppo, Trieste sta affondando, e nessuno fa nulla per evitarlo. Povera città nostra…».
Uno sfogo che racconta un malessere diffuso
Il tono della segnalazione è senza dubbio amaro, ma riflette un sentimento di disagio condiviso da una parte della cittadinanza. L’aumento delle tensioni in alcune zone, le difficoltà nella gestione dei flussi migratori e il tema della sicurezza urbana sono questioni delicate che, al di là delle ideologie, meritano un confronto serio e trasparente.
Il nostro dovere resta quello di dare voce a chi vive la città ogni giorno e osserva le sue trasformazioni, nella speranza che la politica – al di là delle polemiche – sappia ascoltare e rispondere con soluzioni concrete.
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