Trieste, l’appello di Salvatore Porro: “Basta Halloween, sì alla Festa della Luce”

Un accorato appello arriva da Salvatore Porro, che in una lettera inviata propone di abbandonare la celebrazione di Halloween per riscoprire una festa più autentica e profondamente cristiana: la Festa della Luce.
Secondo Porro, la notte del 31 ottobre dovrebbe tornare a essere un momento di preghiera, riflessione e comunione, in alternativa a quella che definisce una “macabra carnevalata delle zucche vuote”. “Halloween – spiega – ha radici non cattoliche, legate al mondo celtico, e col tempo si è trasformato in una ricorrenza dominata dal consumismo e dagli interessi commerciali, svuotata di ogni significato spirituale”.
La Festa della Luce, invece, si fonda sulla celebrazione della santità e della bellezza interiore, valori che l’autore invita a riscoprire come risposta alle mode effimere del presente. “I nostri bambini – scrive Porro – non hanno bisogno di travestirsi da streghe o mostri, ma di imparare che siamo fatti per la bellezza, la bontà, la luce e la verità”.
Nata in diverse città italiane come proposta cristiana alternativa ad Halloween, la Festa della Luce intende riportare l’attenzione sui valori della fede, sulla gioia di vivere in comunione e sul significato profondo della solennità di Tutti i Santi. “La salute dell’anima – sottolinea Porro – dipende da ciò che introduciamo nel cuore attraverso i sensi e da ciò di cui la mente si nutre. Se alimentiamo la nostra fede in Cristo e nella Vergine Santissima, restiamo nella luce”.
Porro invita anche le parrocchie a prendere posizione, rifiutando le mode effimere e promuovendo momenti di festa basati su preghiera, condivisione e gratitudine. “Abbiamo scelto come modelli i Santi, i campioni più luminosi dell’umanità, che hanno reso il mondo migliore. Le parrocchie dovrebbero celebrare la bellezza, la verità e la bontà, e non travestimenti o simboli oscuri”.
Nel suo intervento, Porro ricorda inoltre che il 29 novembre ricorre la Giornata Internazionale della Solidarietà con il Popolo Palestinese, istituita dalle Nazioni Unite nel 1977. “Uniamoci con i nostri sacerdoti – conclude – per recitare il Santo Rosario davanti al Santissimo e invocare la pace nella Terra di Gesù Cristo”.
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