Sudafrica: nasce comitato anti-corruzione di Stato
La creazione di un comitato di nove esperti per la lotta alla corruzione nel settore pubblico in Sudafrica è stata confermata in parlamento dal presidente sudafricano Cyril Ramaphosa. Lo riportano media sudafricani dando conto di un'audizione del capo di Stato chiamato a rispondere circa un furto di valuta estera compiuto in un suo allevamento di bestiame nel febbraio del 2020. I partiti hanno tempo fino a giovedì per nominare una commissione di esperti che potrebbe fare aprire un'inchiesta in cui Ramaphosa rischia di essere indagato. Il consiglio anti-corruzione confermato dal presidente fa parte di un'ampia manovra che punta a sradicare clientelismo, nepotismo, corruzione politica sistemica che hanno afflitto il settore pubblico e danneggiato l'Erario nella cosiddetta "state capture" (man bassa di Stato) diffusa durante l'amministrazione dell'allora presidente Jacob Zuma (2009-2018). Nella sua lettera settimanale al pubblico, Ramaphosa ha precisato che il comitato inizierà un mandato triennale giovedì, il 1 settembre, e sarà presieduto da Firoz Cachalia, un rispettato docente della facoltà di Legge dell'università del Witwatersrand. Il consiglio avrà il compito di riferire alla Presidenza sugli effetti delle strategie anti-corruzione finora attuate e su come coinvolgere la società civile e il privato in maniera efficace. Ramaphosa si è detto soddisfatto sui recenti risultati ottenuti. Negli ultimi giorni sono stati congelati i beni di uno dei maggiori produttori di tabacco del Sudafrica, la Gold Leaf Tobacco Corporation, che per anni avrebbe prodotto sigarette frodando il fisco e riciclando enormi quantità di denaro all'estero. Durante il passato anno fiscale sono stati perseguiti 20 casi di corruzione che hanno portato a 65 condanne e al congelamento dell'equivalente di circa 320 milioni di euro. Negli ultimi 8 anni i casi perseguiti sono stati 119 con un recupero di oltre un miliardo di euro. (ANSA). YC3-CAL
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