Shock a Catanzaro, Calci e pugni a fidanzata minorenne per farla abortire
Una violenza incontenibile contro la giovanissima fidanzata incinta. Accade in un quartiere popolare di Catanzaro, protagonista un ragazzo marocchino di 20 anni, arrestato e messo ai domiciliari dai carabinieri della Stazione principale del capoluogo calabrese con l'accusa di avere picchiato in più occasioni la sedicenne, di nazionalità italiana, con la quale aveva intrecciato da alcuni mesi una relazione, per costringerla ad abortire, incontrando il netto rifiuto della giovane, determinata invece a portare a termine la gravidanza. La vicenda é venuta alla luce grazie alla denuncia presentata dalla sedicenne, che dopo l'ennesimo pestaggio, con schiaffi, pugni e calci, questi ultimi concentrati volutamente sul grembo, ha deciso di recarsi in ospedale e raccontare al personale sanitario la terribile vicenda di cui era vittima, presentando anche alle autorità di polizia una denuncia molto circostanziata. La Procura della Repubblica, cui é stata trasmessa la denuncia, ha delegato le indagini ai carabinieri, che hanno accertato la veridicità del racconto della ragazza e ricostruito i fatti. Una vicenda che, tra l'altro, ha un retroterra, che ne spiega in parte l'origine e la dinamica, anche nel disagio sociale ed umano vissuto dalla sedicenne anche per responsabilità della sua famiglia d'origine. I carabinieri, guidati dal comandante della Compagnia, maggiore Ferdinando Angeletti, e dal luogotenente Patrizio Bruno, che si sono subito resi conto della delicatezza della situazione, hanno anche raccolto una serie di elementi che hanno reso ancora più ampio e concreto il quadro probatorio a carico del ventenne. Il giovane, tra l'altro, é noto alle forze dell'ordine perché ha precedenti di polizia per reati contro il patrimonio. In più non ha un lavoro stabile e vive di espedienti, non potendo garantire così ad una compagna e ad eventuali figli un futuro sereno e stabile Le indagini hanno così portato alla luce una situazione particolarmente difficile e complessa cui occorreva porre termine nel più breve tempo possibile. Anche per le possibili conseguenze alle quali era esposta la fidanzata del giovane, vittima non soltanto delle violenze alle quali era sottoposta ma anche delle disattenzioni dei suoi familiari. I militari, agendo con molta cautela, hanno così ricostruito i fatti e presentato una dettagliata informativa alla Procura della Repubblica, che ha chiesto al Gip ed ottenuto l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare a carico del ventenne, sia pure ai domiciliari. Al giovane vengono contestati, in particolare, i reati di maltrattamenti in famiglia e tentativo di procurato aborto. I carabinieri si sono anche preoccupati di garantire alla sedicenne, che ha avuto il coraggio di denunciare il suo aguzzino, un'adeguata tutela, trasferendola in una struttura protetta dove potrà concludere la gravidanza. Creando così le premesse per consentire alla ragazza di farsi una nuova vita, lontana da violenze e soprusi, insieme a quel figlio che ha così tenacemente voluto. (ANSA). DED
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